Grafica e Libri

La collezione di disegni e stampe è costituita quasi interamente dal legato di Riccardo Lampugnani (Milano, 1900-1996), che alla sua morte ha destinato le proprie collezioni artistiche al Museo Poldi Pezzoli. La raccolta Lampugnani è formata da più di seicento disegni, databili dal XV al XX secolo, e da un migliaio di incisioni, in deposito presso la Civica Raccolta di Stampe Achille Bertarelli.  I disegni comprendono in particolare un importante nucleo ottocentesco, cresciuto intorno alla raccolta del bisnonno di Lampugnani, Giuseppe Gargantini, che era stato allievo dilettante di Francesco Hayez, e oltre centottanta studi di architettura e scenografia teatrale. Essi sono stati tutti  catalogati informaticamente con il contributo di Regione Lombardia e Rotary Milano Ovest.

Consulta  il catalogo on line dei beni culturali della Lombardia e trova i 482 disegni schedati  scegliendo ‘Museo Poldi Pezzoli’ nella casella Istituto di Conservazione e ‘disegno’ nella tipologia ‘oggetto’.

La biblioteca antica si compone di circa tremilacinquecento volumi, in parte acquistati da Gian Giacomo Poldi Pezzoli nel corso della sua vita, e da un cospicuo nucleo di volumi di filosofia e religione che il collezionista ereditò dal prozio paterno, l'abate Gian Maria Pezzoli, vissuto nel XVIII secolo. La raccolta è di importanza eccezionale, la prima tra le biblioteche private milanesi.Comprende quattro manoscritti, trentatre incunaboli e 623 cinquecentine. L'insieme della raccolta è di alto livello,con titoli rari, frutto di scelte molto raffinate e mirate coerentemente su alcuni argomenti (classici della letteratura italiana e latina, storia, religione, rari testi scientifici) e su alcuni generi (viaggi, geografia).

La bibliofilia era di casa per Gian Giacomo: il nonno materno di Gian Giacomo, fu Gian Giacomo Trivulzio (1774-1831), famosissimo bibliofilo e collezionista ed erede della più importante biblioteca privata milanese dell’epoca (ora conservata alla Biblioteca Trivulziana di Milano).

Le cinquecentine sono catalogate con EDIT 16 a cura del Istituto Centrale del Catalogo Unico nazionale.