Orecchini - inv. 616

Arte etrusca, V-IV secolo a.C.

Orecchini
gold  
lunghezza 34 mm, 6,3 g
1879 bequest Gian Giacomo Poldi Pezzoli
Inv. 616

Jewelry Room


Il corpo a sanguisuga, di linea molto accantuata, è delimitato all'estremità, da colletti profilati. Da una delle due parti, al filo curvo di aggancio, è legata una rosetta a sette petali orlati di filigrana e con una piccola sfera centale. Fili grondanti sono applicati sulla curva interna, su quella esterna e sulla linea mediana del corpo dell'orecchino. Le estremità del filo applicato sulla curva interna si avvolgono in volute affrontate a giorno; altre due volute divergentisono foramte dal filo esterno che corre sulla parete inferiore del corpo dove si attesta un cilindro che sporge in verticale e che si introduce tra i petali di un bocciolo. Sotto questo sono disposte quattro sfere accostate in circolo con altre due in sucessione al loro centro. Orecchini con il corpo approssimativamente di questa forma furono rinvenuti ad Ur in Mesopotamia (British Museum di Londra, WAA 132116) e risalgono all'inizio del secondo millenio a. C.. Alla fine dello stesso millenio si ritrovarono in Egitto ed, in seguito, presso civiltà che si succedettero in Asia Minore e Mediterraneo orientale. Gli abilissimi orafi etruschi ne elaborarono lo schema arricchendolo con varie applicazioni di filigrana e granulazione.