Piatto decorato a paesini e figure a smalto - inv. 4580

Fabbrica Felice Clerici

Piatto con figura di cacciatore
1770
majolica  
altezza 2,3 cm, diametro 23,5 cm
mark
1985 donation Riccardo Lampugnani
Inv. 4580

not on display


Il piatto è firmato sul retro della tesa con la tipica marca della fabbrica Clerici: una F ed una C collegate da una frazione con al numeratore il numero 4 ed al denominatore la lettera greca omega, accompagnata dal nome della città di Milano. Abbastanza spesso le ceramiche decorate in questo stile portano sul retro la tipica marca a frazione dei Clerici, come le nostre. Negli inventari di questa manifattura, nell'Assortimento 'a paesini e figure a smalto', sono elencati un gran numero di pezzi, tra i servizi più completi e più cari della produzione. I pezzi 'a paesini e figure a smalto' sono stati prodotti dai primi anni Sessanta, quando viene adottata l’intera tavolozza a piccolo fuoco nella manifattura Clerici, al 1789, anno di cessazione dell’attività nel campo ceramico di Giuseppe Maria Clerici. Lo smalto stannifero latteo di questi due piatti in qualche parte, lasciando trasparire il colore giallo-rosato della terra, presenta alcune aree giallastre. Si notano qualche foro di spillo e diverse pulci. L’orlo dei due piatti è listato da una spessa linea rosso-bruna, I decori sono dipinti con colori a piccolo fuoco, che permettono una ricca tavolozza: azzurro, viola, rosso ferro, verde, giallo, bruno di manganese e nero. Sia sul fondo che sul retro sono visibili i segni lasciati nello smalto dai sostegni utilizzati durante la cottura: le “zampe di gallo”. Sull’orlo dei piatti è visibile qualche sbeccatura. Una fessura attraversa il piatto n. inv. D.T. 739. Questi due piatti, dalla sagoma mistilinea, senza anello d’appoggio, portano al centro una figura dipinta tra due alberi dai fusti esili e sinuosi. Sul piatto un cacciatore prende di mira con il fucile un volatile, visibile tra i rami dell’albero di sinistra. Il cane, che gli è accanto, spicca un balzo verso la preda. Un altro uccello è dipinto in volo. In primo piano sul suolo si vedono resti di una trabeazione e di una colonna classica. L’uomo veste un mantello viola-azzurro, pantaloni rossi e stivali bruno di manganese. In testa calza un cappello piumato. Le scene sono schizzate con tratti rapidi ed i colori stesi con grande scioltezza, quasi fossero degli acquerelli, tecnica tanto in voga nel XVIII secolo. Questo piatto appartiene al ricchissimo assortimento prodotto dalla manifattura Clerici, decorato con figure ritratte tra due alberelli nei più diversi atteggiamenti. I pittori di questa manifattura si sono spesso ispirati per questo ornato ai repertori di incisioni molto diffusi nella seconda metà del Settecento, assecondando il gusto della clientela milanese per a cineseria, la commedia dell’arte o la scena di genere. Le maioliche decorate «a paesini e figure a smalto» fecero la fortuna di Felice Clerici e, ancor oggi, continuano ad essere molto apprezzate da collezionisti e conoscitori, che considerano questi pezzi i più caratteristici di questa manifattura milanese. La figura del cacciatore ha incontrato larga fortuna: se ne conoscono infatti numerose varianti dipinte su altri pezzi dello stesso tipo decorativo, ad esempio i numeri di inventario, M. 2334 e M, 2366 delle Civiche Raccolte d’Arte Applicata del Castello Sforzesco di Milano, il piatto n. inv. M. 2353, appartenente alla stessa raccolta, è il più simile al nostro. Le Civiche Raccolte possiedono infatti una ricca varietà di oggetti decorati «a paesini e figure a smalto». Numerosi sono, inoltre, i pezzi conservati in collezioni private milanesi. Alcuni di questi sono stati esposti al Museo Poldi Pezzoli in occasione della mostra “Maioliche di Lodi, Milano e Pavia” svoltasi nel 1964.

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