Giacomo Ceruti detto Pitocchetto inv.5815
Protagonista del ritratto è un giovane ecclesiastico, esponente della famiglia bresciana Fenaroli, entrato nell’ordine dei filippini nei primi anni quaranta del Settecento.
La figura si impone sulla scena con un'atteggiamento elegante. Dietro una apparente semplicità si nasconde una elaborata concezione disegnativa (si noti, ad esempio, al dettaglio bellissimo della mano che sostiene il cappello, articolata in uno scorcio complesso) cui si accompagna e un' intonazione schiarita e quasi monocroma.
.La tela faceva parte di una serie di quattro ritratti, analoghi per dimensioni e per impaginazione, e tutti di indiscutibile autografia, comprendente il Ritratto di gentiluomo e il Ritratto di gentildonna attualmente conservati presso la Fondazione Thyssen Bornemisza a Madrid e un Ritratto di gentildonna già nella collezione Paracchi a Novate Milanese. Tutti provenivano dalla residenza bresciana di uno dei rami della famiglia Martinengo.
Nella loro impostazione studiata e nelle sottigliezze di esecuzione il ciclo appartiene alla piena maturità di Ceruti e si allinea perfettamente alla nuova formula ritrattistica più elegante e disinvolta, di tono ormai internazionale.


