Bust of Alexander the Great- inv. 746

Titolo: 
Bust of Alexander the Great
Numero di Inventario: 
746
Tipologia: 
bronze
Collezione: 

Sculpture

Classe iconografica: 
Portrait
Parole chiave soggetto: 
bust of man
Alexandre the Great
Notizie storico-critiche: 
<p>All'interno della base, a rovescio rispetto a chi legge, sono impresse le lettere AL. Il giovene eroe indossa un elmo decorato sul fronte da una maschera e sui lati da volute geometriche; sulla sommit&agrave; un vistoso pennacchio si diparte da un grifone; una testa leonina spicca sull'omero destro mentre dall'altro scende un lembo del mantello trattenuto da una fibula; un mascherone alato occupa la parte centrale della corazza. Patina nera; fusione a rinettatura molto accurate; busto e piccola base fusi separatamente. Il bustino, insieme al suo compagno raffigurante Minerva (cat. n. 31) era conservato dal Poldi Pezzoli nella Prima Stanza a Quadri attigua alla Stanza da letto. La nota dell'Inventario del 1879 che li rammenta insieme, li data al XVII secolo e incorre nel primo degli equivoci che riguarderanno tutta la vicenda iconografica dei due bronzi. &lt;<due romani="" guerrieri=""></due>&gt; sono detti i busti nel primo inventario; &lt;<due romane="" divinità=""></due>&gt; nel Bertini (1881); &lt;<due minerve=""></due>&gt; nel catalogo del 1902 e tali restano, fino ai giorni nostri. Un suggerimento convincente per chiarire l'iconografia del personaggio in esame &egrave; dato da Leithe-Jasper nella scheda relativa a un bronzetto molto vicino al nostro, del Kunsthistorisches Museum di Vienna (1986, n. cat. 31, pp. 140-142). Ripercorrendo la vicenda critica del bronzetto viennese, lo studioso rammenta come il monogramma AL, presente anche in quell'oggetto, avesse suggerito a Planiscig (1924, n. cat. 173) un'attribuzione a Aurelio Lombardi, nome che era apparso anche in tempi pi&ugrave; recenti in occasione della mostra di Tokyo (Italienische [...], 1973, n. cat. 35). Leithe-Jasper, considerata la scarsa conoscenza che abbiamo dell'attivit&agrave; dei Lombardi, giudica del tutto insostenibile questo riferimento e non accoglie neanche la proposta di Gramaccini che aveva letto nel monogramma le iniziali di Alfonso Lombardi (Natur und Antique [...], 1985-1986, n. cat. 28). E' invece orientato a pensare che le due lettere in questione siano le iniziali del nome Alessandro e che il giovane eroe non sia altri che il condottiero macedone. Dopo aver notato che il repertorio formale ricorda da vicino Leone Leoni, non avanza un'attribuzione precisa, ma pensa ad un artista del Nord Italia intorno alla met&agrave; del XVI secolo. Per quanto riguarda il rapporto di somiglianza tra il bronzetto viennese e quello del POldi Pezzoli che Leithe-Jasper cita tra le repliche insieme ad un esemplare del Victoria and Albert Museum di Londra, si nota nel primo una maggiore attenzione nel dettaglio e, in generale, una tenuta pi&ugrave; alta dello stile. Alcuni motivi sono sviluppati diversamente: l'elmo ad ampie volute vegetali del bronzo viennese &egrave; molto semplificato nel nostro; lo stesso vale per il mascherone sulla corazza. Le dimensioni sembrano escludere che il bronzetto del Poldi Pezzoli sia una replica derivata da quello viennese nel qual caso dovrebbe essere pi&ugrave; piccolo; si tratta probabilmente di una variante di bottega. Tornando alle indicazioni di Leithe-Jasper sull'area di provenienza della piccola scultura, vien fattov di pensare che non &egrave; nello spirito del Leoni, sempre pi&ugrave; virile ed aulico, quel sentimento romantico che spira dall'eroe, quel di pi&ugrave; di dolcezza che aggiunge alle belle forme un'aria nostalgica e assorta. Il complesso di soluzioni fantasiose e inquietanti che distraggono dal classico rigore del volto e tanta parte hanno nell'economia dell'insieme fino a catalizzare l'attenzione, hanno una matrice fiorentina e rimandano a prototipi illustri. Il modellato teso e gonfioche realizza forme rilevate e fortemente espressive ricorda effetti del Tribolo e, in misura minore, di Pierino da Vinci. Sarebbe da considerare anche un'area culturale complessivamente meno studiata per i piccoli bronzi: s'intende Roma, dove dovevano fiorire botteghe molto attive, e si pensa in particolare all'attivit&agrave; di Guglielmo dalla Porta che appuntava in alcuni disegni conservati nel &quot;Tacquino di D&uuml;sseldorf&quot; dei pensieri che potrebbero essere preparatori per questo soggetto (cfr. in Granberg, 1964, n. 6 Trofeo; n. 7 Busto di Imperatore; Elmi).</p>
Motivo attribuzione: 
bibliography
Autore, ambito, luogo di produzione: 
Central Italy, second half of the 16th century
Ambito e luogo di produzione: 
Italy
Pubblicazione: 
Si
Periodo: 
1550
1575
Materia e Tecnica: 
bronze
Data di Ingresso: 
1879
Acquisizione: 
Gian Giacomo Poldi Pezzoli
Tipo di acquisizione: 
bequest
Tipo di collocazione: 
on display
Collocazione: 
Jewelry Room
AC/DC: 
DC