Anello - inv. 646

Celtinc art (?), 7th century

Ring
gold  
diameter 18 mm, 3,6 g
1879 bequest Gian Giacomo Poldi Pezzoli
Inv. 646

Jewelry Room


Il cerchio dell'anello è fatto con spesso filo d'oro abbinato che si divide e si allarga gradatamente verso l'arco in vista, formando un intricato intreccio a giorno ed a vari livelli. Nella sua parte in vista, due fili ingrossati, provenienti da direzioni opposte , fungono da colli a due teste di animali fantastici modellati a tutto tondo , con occhi incavati profondamente e bocche spalancate. Esemplare piuttosto raro. Un altro quasi uguale è nello Schmuckmuseum di Pforzheim (inv. 360) ed un terzo al British Museum di Londra , pubblicato da F.H. Marshall (1907, n. 940) nel suo catalogo di anelli greci, etruschi e romani. A Pforzheim vi sono altri due anelli (inv. nn. 359 e 361) con gli stessi caratteri stilistici. Il paragone fatto da F. Henkel (1913) con anelli serpentiformi romani, molte volte messo in dubbio, ormai non sembra più potersi accettare. Appare piuttosto chiaro , alla luce di elementi certi risultanti da più recenti ritrovamenti il carattere celtico della composizione. Tale espressione stilistica del periodo indicato , trova infatti analogie nelle forme della metallurgia e della scultura ornamentale in opere emerse in Scandinavia ed in Gran Bretagna . In particolare è da notare una stretta aderenza con alcuni motivi che decorano il materiale del Tesoro della nave-tomba di Sutton Hoo (apparso nel 1939) o le guarnizioni di briglia in bronzo di Vendel , nello Uppland (1927), tutti del VII secolo.