Giappone, metà del XIX secolo - 5740

Titolo: 
Hoguri Hangan
Numero di Inventario: 
5740
Tipologia: 
netsuke
Collezione: 

East

Parole chiave soggetto: 
Oguri Hangan
Autore, ambito, luogo di produzione: 
non firmato, Giappone
Periodo: 
1850
Datazione specifica: 
metà del XIX secolo
Pubblicazione: 
Si
Materia e Tecnica: 
ivory
Data di Ingresso: 
2005
Acquisizione: 
Maria Taglietti Lanfranchi
Tipo di acquisizione: 
bequest

La composizione mostra Oguri Hangan, in groppa al suo destriero, i quattro zoccoli del quale sono tutti posati nello spazio di una scacchiera di go (碁); il cavaliere ha due spade, mentre l'animale è bardato con sella e gualdrappa. Oguri Hangan (1398-1464) era figlio di Mitsuhige, daimyo (feudatario) di Oguri, nella provincia di Hitachi, spodestato da Ashikaga no Mochiuji. Molte sono le storie raccontate su questo personaggio che sono poi diventate temi di romanzi. Spesso Oguri Hangan, come in questo esemplare della collezione Lanfranchi, è raffigurato insieme al suo cavallo Onikage, mentre osserva i nemici dall'alto di una montagna. Di Onikage si diceva appunto che fosse capace di racchiudere i suoi quattro zoccoli nell'esiguo spazio di una scacchiera del gioco del go. Il go, ancor oggi molto popolare in Giappone, si gioca con una scacchiera (goban) divisa in 361 quadrati, e si usano 180 pietre nere e 180 pietre bianche; lo scopo è quello di circondare con le proprie pietre quelle dello sfidante.

Composizioni simili caratterizzano un certo numero di netsuke, per lo più datati al XIX secolo; anche questo esemplare sembra potersi datare alla metà dell'Ottocento, nonostante alcuni elementi - come l'intaglio caratterizzato da una certa potenza, la semplice efficacia dell'inchiostratura di alcuni dettagli e la patinatura che ammorbidisce e illumina i tratti della scena - siano tipici della produzione settecentesca (in particolare dell'area di Kyōto).

Questo pezzo si può considerare come un okimono-netsuke piuttosto che un vero e proprio netsuke, soprattutto per la presenza del basamento, i cui spigoli mal si adattatterebbero al contatto con la delicatezza del tessuto di un abito.
 

G.R.