Tadamori e Abura Bozu - 5548

Moritsugu - Giappone

Abura Bozu
II metà del XIX secolo
ivory  
4,5x2,2 cm
signature
守次 (Moritsugu)
2005 bequest Maria Taglietti Lanfranchi
Inv. 5548

not on display


Netsuke di tipo manju. Su una faccia è raffigurata in basso rilievo una scena con un uomo, armato di spada e seminascosto da un tronco d'albero, che ne strattona un altro ormai inginocchiato dopo aver perso gli zoccoli (geta, 下駄); sullo sfondo a destra è appena accennato uno scorcio di architettura templare. Sul retro, oltre alla firma Moritsugu (守次), si vedono una brocca e un cespuglio di erbe stilizzate.

Taira no Tadamori (1096-1153), fondatore del clan Taira che avrebbe aspramente conteso fino al 1185 il potere ai Minamoto, ebbe ordine dall'imperatore Shirakawa (regnante tra il 1072 e il 1086) di indagare su un mostro che da qualche tempo terrorizzava un tempio. Tuttavia, Tadamori comprese che la misteriosa luce tremolante con la quale si identificava il mostro in realtà era da associare ad un vecchio monaco, vestito di un grande cappello di paglia ed un mantello stracciato, che adempiva al proprio compito di alimentare le lampade del tempio. Vista la saggezza e la prudenza usata da Tadamori l'imperatore lo premiò dandogli in sposa una propria concubina. Per questo motivo l'episodio è noto come Abura Bozu (油僧), letteralmente "monaco dell'olio".

In un'altra versione della storia si dice che chi si aggirava nella notte fosse un vecchio servo, che aveva preso l'abitudine di rubare l'olio per alimentare il fuoco della propria lampada, da cui l'ulteriore definizione della leggenda come "il ladro dell'olio.

Nella collezione Lanfranchi in un okimono di Tokyokusai è rappresentata la figura dell'Abura Bozu.

G.R.

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