Ambrogio da Fossano detto Bergognone - inv. 4063

Titolo: 
Madonna con Bambino
Numero di Inventario: 
4063
Tipologia: 
paintings
Collezione: 

Painting

Classe iconografica: 
Religious
Parole chiave soggetto: 
Madonna con Bambino
Notizie storico-critiche: 
<p><a target="_blank" href="/userfiles/4063.pdf">Consulta la scheda scientifica</a></p>
Motivo attribuzione: 
bibliography
Autore, ambito, luogo di produzione: 
Ambrogio da Fossano detto Bergognone (attivo 1481-1523)
Ambito e luogo di produzione: 
Lombardia
Italia
Periodo: 
1500
Datazione specifica: 
1500-1510
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Pubblicazione: 
Si
Materia e Tecnica: 
tempera and oil on panel
Data di Ingresso: 
1973
Acquisizione: 
Margherita Visconti Venosta
Tipo di acquisizione: 
donation
Tipo di collocazione: 
on display
Collocazione: 
Visconti Venosta Room

L’opera è in ottimo stato di conservazione, grazie anche allo spesso strato di preparazione steso su entrambi i lati della tavola.

La Madonna a mezzo busto con il Bambino era un soggetto frequententemente richiesto per la devozione privata. L’abbinamento tra le due figure e le piccole vedute paesaggistiche sullo sfondo rappresenta una tipologia caratteristica del Bergognone. Tale invenzione risale in realtà al veneziano Giovanni Bellini, ma Bergognone si rivela maestro nell’adottare un tono e un’atmosfera tipicamente lombardi, anche se gli scorci non sembrano corrispondere a vedute reali. L’artista riserva infatti una grande attenzione ai piccoli paesaggi, dei quali riesce a rendere con pochi tocchi l’aria tersa e assolata, l’ambientazione quotidiana, tramandandoci l’immagine di una vita cittadina di provincia. I due scorci si equilibrano nella loro diversità: silenzioso quello di destra, con le case che si specchiano nel canale e le croci sui tetti, popolato l’altro, con le figure a colloquio nella piazza, o nell’atto di salire le scale della chiesa.

Propria del Bergognone è anche la fisionomia fanciullesca della Madonna e l’acconciatura, con il particolare raffinato del velo avvolto ai capelli fermati sulle tempie. Gli incarnati sono trattati con delicatezza, nei passaggi dal rosa delle gote alle ombre che si addensano attorno ai nasi, alle bocche, agli occhi. Le teste accostate di madre e figlio, i cui sguardi non si incontrano, esprimono una certa malinconia, mentre contrastano la solennità del gesto benedicente del Bambino e la spontaneità con cui entrambi tengono la collana di corallo – simbolo, nel colore rosso, della futura Passione di Gesù.
L’opera dovrebbe risalire al primo decennio del Cinquecento, come indica la mobilità di luci e ombre nei volti dei due protagonisti, probabile frutto dell’influenza leonardesca.

La parte inferiore del dipinto non pare dello stesso livello qualitativo dei due paesaggi e delle teste dei personaggi. Data la frequenza delle repliche del soggetto, pur con variazioni, soprattutto nelle vedute, è possibile che l’esecuzione delle vesti e delle mani venisse affidata agli allievi, come potrebbe indicare la minore eleganza dei panneggi, privi dei passaggi chiaroscurali visibili nei volti, e una certa rigidità nel cuscino e nelle mani della Vergine.

F.A.