Fra' Bartolomeo della Porta - inv. 3491

Titolo: 
Adorazione del Bambino
Numero di Inventario: 
3491
Tipologia: 
paintings
Collezione: 

Painting

Classe iconografica: 
Religious
Parole chiave soggetto: 
Adorazione
Gesù Bambino
Madonna
San Giuseppe
Notizie storico-critiche: 
<p><a target="_blank" href="/userfiles/3491.pdf">Consulta la scheda scientifica</a></p>
Motivo attribuzione: 
bibliography
Autore, ambito, luogo di produzione: 
Fra' Bartolomeo della Porta (1473-1517)
Ambito e luogo di produzione: 
Firenze
Toscana
Italia
Pubblicazione: 
Si
Periodo: 
1500
Datazione specifica: 
1502-1507
Libri correlati: 
Materia e Tecnica: 
oil on wood
Opere correlate: 
Data di Ingresso: 
1973
Acquisizione: 
Margherita Visconti Venosta
Tipo di acquisizione: 
donation
Tipo di collocazione: 
on display
Collocazione: 
Visconti Venosta Room

Questo tondo è il più importante dipinto della collezione di Emilio Visconti di Venosta (1829-1914), donata al museo nel 1973, e uno dei più alti esiti della prima maturità di Fra’ Bartolomeo. Anche Gian Giacomo Poldi Pezzoli possedeva un dipinto dello stesso autore (Madonna in trono con Bambino, inv. 3042): Fra’ Bartolomeo è infatti sempre stato apprezzato dalla critica, che nel XIX secolo lo celebrò come uno dei migliori esponenti del classicismo.
Maria inginocchiata, le braccia incrociate sul petto, adora il Bambino Gesù appena nato, adagiato sul suo manto. Le siede accanto san Giuseppe, appoggiato alla sella dell’asino. La visione ravvicinata (solo un palo di sostegno suggerisce l’esistenza della capanna) si concentra sul raccoglimento dolcissimo e intimo dei protagonisti. Un disegno sottile incide i contorni delle figure, modellate con morbidi passaggi chiaroscurali e ombre sfumate.
Il recente restauro permette di apprezzare un cielo aurorale, illuminato da sottili trapassi cromatici dal bianco abbagliante al rosa: su di esso si stagliano minutissimi dettagli come il gruppo delle rondini che volano alte sopra i pioppi o il bordo ondulato del velo che incornicia l’ovale della Vergine.
Il tondo ebbe una grande fortuna a Firenze nell’Italia centrale in epoca rinascimentale: il formato circolare, destinato a una committenza privata, era apprezzato poiché consentiva ai pittori di sfoggiare un virtuosistico esercizio compositivo. Nel caso del nostro dipinto, databile tra il 1502 e il 1507, la lenta elaborazione è attestata da una serie cospicua di disegni preparatori e dall’eccezionale conservazione del cartone finale, di identiche dimensioni, conservato a Firenze presso il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, che servì all’artista sia come modello sia per trasferire i contorni delle figure sulla tavola.

L.G.