Pittore italiano XIX secolo - inv. 3503

Titolo: 
Ritratto del marchese Emilio Visconti Venosta
Numero di Inventario: 
3503
Tipologia: 
drawings
Collezione: 

Graphics and Books

Classe iconografica: 
Portrait
Parole chiave soggetto: 
Emilio Visconti Venosta
ritratto d'uomo
Notizie storico-critiche: 
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Motivo attribuzione: 
bibliography
Autore, ambito, luogo di produzione: 
Pittore italiano del XIX secolo
Ambito e luogo di produzione: 
Italia
Libri correlati: 
Pubblicazione: 
Si
Periodo: 
1850
Datazione specifica: 
1854 c.
Data di Ingresso: 
1973
Acquisizione: 
Margherita Visconti Venosta
Tipo di acquisizione: 
donation
Tipo di collocazione: 
on display
Collocazione: 
Visconti Venosta Room

Il marchese Emilio Visconti Venosta (Milano 1829 – Roma 1914) è ritratto a mezzo busto, intento a leggere una copia de “Il Crepuscolo”, periodico a carattere letterario-politico pubblicato dal 1850 al 1859, al quale collaborò in modo continuativo trattando principalmente di letteratura.
Il gentiluomo porta i capelli tagliati secondo la moda del tempo, così come i baffi e il pizzetto. È vestito elegantemente: indossa un gilet bordato a righe beige e marrone chiaro sotto una giacca grigia e una cravatta marrone a fiocco.
La pennellata coprente e fluida si fa più trasparente e diluita solo in corrispondenza del braccio destro e sullo sfondo azzurro. Degni di nota sono i colpi di luce sulle palpebre inferiori, sul naso e ai lati della bocca, costituiti da semplici pennellate di colore bianco.
Discendente di una delle più illustri famiglie valtellinesi Emilio Visconti Venosta fu uno dei protagonisti dei moti del 1848 e uno dei principali statisti nell’Italia unitaria. Fu uomo di cultura, amante dell’arte, collezionista e membro della Commissione Consultiva del Museo Poldi Pezzoli all’inizio del Novecento.
L’età del gentiluomo, presumibilmente attorno ai venticinque anni e la presenza del settimanale permettono di datare questo ritratto alla metà degli anni Cinquanta dell’Ottocento.
Il disegno è esposto nella Sala Visconti Venosta, che prende il nome dalle numerose opere della collezione del marchese donate al Museo dalla nuora Margherita Visconti Venosta Pallavicino Mossi nel 1973 e nel 1983.

F.M.