Orologio ad altare - inv. 3430

Giovan Pietro Callin (XVII secolo), decorazione dipinta da Giovanni Battista Gaulli detto Baciccio (1639-1709)

Orologio ad altare
XVII secolo, ultimo quarto
bronzo dorato   legno   olio su tavola   ottone  
altezza 730 mm
firma
"Giovan Pietro Callin"
1973 Array Bruno Falck
Inv. 3430

Questo orologio ‘ad altare’, ispirato alle forme degli altari della Controriforma, riprende le caratteristiche degli orologi ‘notturni’ sia nella struttura architettonica della cassa in legno ebanizzato che nel quadrante, in cui i dischi che mostrano le ore si succedono in un’apertura semicircolare. L’usanza di dipingere il quadrante, che contraddistingue gli orologi italiani, inizia a comparire solo fra il 1660 e il 1670. Il soggetto allegorico qui raffigurato è frequente negli orologi ‘notturni’. La Verità, amica della luce, tiene nella mano destra il Sole e indossa poche vesti perché la semplicità è nella sua natura. Il Tempo è raffigurato come un uomo anziano alato: come recita il detto, volat irreparabile tempus (il tempo vola inesorabile). Ai loro piedi si contorce la Menzogna che, con il suo incarnato bruno, quasi si perde nell’oscurità dello sfondo. Sul semicerchio delle ore compaiono due iscrizioni allusive alla caducità del tempo. Il genovese Baciccio si trasferì in giovane età a Roma dove, grazie all’amicizia con Bernini, divenne uno degli artisti favoriti dall’aristocrazia laica ed ecclesiastica. Quest’opera, realizzata intorno al 1670, è considerata tra le prime commissioni dell’artista, per un certo impaccio nella resa dei volumi e degli scorci.

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