Tappeto annodato - inv. 299

Isfahan, prima metà del XVII secolo

Isfahan
XVII secolo, prima metà
cotone   lana  
178 x 396 cm; 1800 nodi al dm2
1883 acquisto 
Inv. 299

Non esposto


Il tappeto presenta un motivo floreale sul fondo rosso composto da una miriade di fiori di diversa specie, collegati da una sottile grata cuvilinea, e dal motivo a “fasce di nubi” (cfr. scheda cat. N. 6). La bordura principale a fondo verde è decorata dal motivo “herati” (cfr. cat. N. 7). Il tappeto è piuttosto consumato soprattutto nella parte centrale. È stato restaurato nel 1955 (Archivio del Museo Poldi Pezzoli, Faldone Restari, n. 35). Il centro di produzione di questi tappeti è elemento di controversia. Questa tipologia era generalmente attribuita a Isfahan. Più di recente si è cercato di distinguere un gruppo di tappeti dai toni puiù delicati in cui i contorni dei disegni non sono contrastati, attribuendoli all’India settentrionale. Questo esemplare secondo quest’ultima ipotesi , dovrebbe quindi rientrare nel gruppo indiano. Quest’attribuzione, però, appare piuttosto inverosimile, considerata la forte somiglianza tra i tappeti riconosciuti come persiani e quelli cosiddetti indiani. Appare inoltre improbabile che tappeti dal disegno floreale venissero annodati negli stessi centri dei classici tappeti Lahore di epoca Mogul. È quindi lecito suggerire che il centro di produzione di questo gruppo di tappeti sia Isfahan, dato il collegamento con alcuni esemplari in seta del “Gruppo Polonaise”, anch’essi attribuiti a Isfahan. Numerosi tappeti simili sono stati ritrovati in India e ciò può essere spiegato con l’intenso scfambio commerciale esistente tra la Persia e questo paese e la possibilità di una produzione persiana per l’India.