Grande ciotola a fondo bacellato - inv. 1657

Egitto o Siria, fine XV - inizi XVI secolo

Grande ciotola a fondo bacellato
ottone dorato  
altezza 11 cm, diametro massimo 36,5 cm; orlo: diametro 30,5 cm
iscrizione
"L'Eccellenza, il Sapiente, il Maestro; Il Sapiente, l'Emiro (iscrizioni tradotte)"
1879 legato 
Inv. 1657

Biblioteca


L'ogetto presenta una decorazione incisa (priva di agemina, com'è consuetudine per la produzione mamelucca più tarda) caratterizzata dall'uso di motivi decorativi molto minuti che ricoprono interamente la superficie. Sulla parete a profilo poligonale corre una fascia campita da piccolissimi arabeschi fra i quali si individuano una serie di cartigli, contenenti iscrizioni o intrecci vegetali, che si alternano a medaglioni recanti al centro elementi a palmette o un emblema, raffigurante una coppa. Nei due cartigli con iscrizioni si legge: "al-maqarr al-'ālimī al-mawlawī" (L'Eccellenza, il Sapiente, il Maestro) "al-'ālimī al-amīrī" (Il Sapiente, l'Emiro). Le iscrizioni ruiportano le consuete titolature, ma risultano incomplete e, pertanto, è difficile darne una interpretazione. Il passaggio dalla parete al fondo è sottolineato, sulla spalla, da un motivo a sbalzo di tipo petaliforme ad andamento continuo. Sul fondo esterno figura una decorazione baccellata a vortice, anch'essa ottenuta a sbalzo e campita da elementi alternativamente ad arabeschi e motivi floreali, tipo peonie stilizzate. Al centro, entro un elemento a rosetta, si ripete l'emblema con il motivo della coppa che si ritrova, in negativo, anche sul fondo interno, sottolineato da contorni scuri. E' il caso di notare in proposito che si tratta di un motivo caratterizzante una produzione artistica mamelucca, ove è largamente diffuso l'uso di riprodurre, generalmente entro medaglioni, gli emblemi delle cariche a corte. Tra gli emblemi mamelucchi quelli che ricorrono più spesso sono quelli del coppiere (esemplificato nell'oggetto in esame), del poratore di spada e del maestro di polo. Nel medesimo tempo è opportuno ricordare che l'emblema raffigurante la coppa viene viene usato come contrassegno del sultano Qā'it Bāy. Pertanto la ciotola è da attribuire con tutta probabilità al periodo di tale sultano. L'oggetto è un tipico prodotto di un gusto che si afferma in epoca tardo mamelucca (fine del XV secolo) che corrisponde appunto al periodo di Qā'it Bāy. Esso predilige ornati minuti e precisi entro schemi decorativi alquanto rigidi che coprono tutta la superficie, parallelamente all'altra corrente stilistica che fa uso quasi esclusivo di iscrizioni entro cartigli. Ricordiamo fra i confronti che presentano evidenti analogie con il pezzo in esame due esemplari, uno del Metropolitan Museum di New York e un altro del Museo di Arti Turche e Islamiche di Istanbul, ma soprattutto un grande bacino da collezione privata e un altro del Victoria and Albert Muesum di Londra. L'esemplare è in buone condizioni; si segnala soltanto una piccola lesione verticale in corrispondenza dell'orlo. L'oggetto appartiene alla Collezione di Gian Giacomo Poldi Pezzoli ed è registrato come "grande coppa o catinella orientale, incisa a ornati e iscrizioni" nell'Inventario dell'Eredità del 1879, al n. 1681, far gli oggetti esposti nel Gabinetto Dantesco. E' riportato al n. 15 del catalogo Bertini del 1881, in esposizione nella Sala Dorata, con l'attribuzione "lavoro orientale del secolo XVI"