Duprè - inv. 333

Titolo: 
Cassetta
Numero di Inventario: 
333
Collezione: 

Furniture

Notizie storico-critiche: 
<p>Cassetta scolpita ad ornati, figure e, ai quattro angoli, Chimere; sul coperchio la testa della Medusa. Il rivestimento interno &egrave; in velluto rosso. Nel 1881 era nella Sala Dorata. Nel Catalogo generale del Museo Poldi Pezzoli del 1881 Giuseppe Bertini lo definisce &quot;Lavoro in parte antico e in parte restaurato (Alcune delle figure e chimere sono opere giovanili del Dupr&egrave; - Vedi l'autobiografia del Dupr&egrave; stesso)&quot;: queste osservazioni sono l'interpretazione che il primo direttore del museo d&agrave; di un passo della citata autobiografia del Dupr&egrave;. Nel testo, al capitolo V, l'autore spiega con estrema chiarezza e ricchezza di particolari la storia di questo mobile: commissionatogli dai fratelli Pacetti come copia moderna di un lavoro antico, venne poi venduto come realmente antico - cosa questa che l'autore giudica negativamente, precisando che l'idea del falso non era stata sua e che l'aveva accettata, una volta venutone a conoscenza, con una leggerezza di cui poi si era rammaricato -. L'oggetto, adetta dell'autore, venne confezionato con una parte chiaramente ricopiata (gli spartiti a specchi delle facce esterne, infatti, sono del tutto simili ai plutei della Biblioteca Laurenziana, opera di Domenico del Tasso, amico di Benvenuto Cellini, che ne avrebbe fornito i disegni) e una parte originale da lui stesso inventata: il coperchio con la Medusa, di cui Dupr&egrave; sottolinea &quot;l'estremo realismo&quot;. La volont&agrave; di fare un falso &egrave; ancor di pi&ugrave; confermata dall'uso di tavole di legno antico, dalla creazione di alcuni buchi di tarlo, e dall'uso di cerniere e ferramenti fatti prima ossidare e poi ripulire. L'autore rivela come il suo committente cercasse di venderla come lavoro di Benvenuto Cellini, chiedendone un altissimo prezzo, e come Rosa Poldi Pezzoli, a Firenze per prendere accordi col Bartolini che stava scolpendo il gruppo dell'Astianatte (1856-1857), fosse stata colpita dal cofanetto e, dopo aver consultato il Bartolini ed essere stata da lui rassicurata sulla validit&agrave; dell'attribuzione ed antichit&agrave; dell'oggetto, lo comprasse al prezzo richiesto dal Pacetti. Interessante &egrave; la notazione, quasi, che il Dupr&egrave; fa precedere alla narrazione dell'episodio, sottolinenado come in quel periodo ci fosse grande desiderio, sia da parte degli stranieri che dagli italiani, di possedere oggetti antichi, trascurando o pagando pochissimo la produzione moderna. Per dei confronti, si veda la cassetta scolpita e dorata lombarda della seconda met&agrave; del XVI secolo, conservata presso le Civiche Raccolte d'Arti Apllicate del Castello Sforzesco a Milano&nbsp; che presenta lo stesso tipo di coperchio a cupola e il motivo delle dentellature ai bordi del mobile; il disegno per cofanetto di Francesco Salviati conservato al Museo degli Uffizi di Firenze e il cofanetto progettato da Sauermann.</p>
Motivo attribuzione: 
documentation
Autore, ambito, luogo di produzione: 
Giovanni Duprè (1817-1882)
Specifiche attribuzione: 
copy after
Periodo: 
1850
Datazione specifica: 
1840 ca.
Pubblicazione: 
Si
Libri correlati: 
Materia e Tecnica: 
walnut
Data di Ingresso: 
1879
Acquisizione: 
Gian Giacomo Poldi Pezzoli
Tipo di acquisizione: 
bequest
Tipo di collocazione: 
on display
Collocazione: 
Golden Room