Sedie - inv. 1287-1290

Giuseppe Bertini (1825-1898) e Giuseppe Speluzzi (1827-1890)

Sedie
1860-1868
avorio   bronzo   legno di ebano   legno di mogano  
118 x 42 x 47 cm
1879 legato Gian Giacomo Poldi Pezzoli
Inv. 1287-1290

Studiolo dantesco
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Realizzate per il Gabinetto Dantesco le quattro sedie in mogano con tarsie in madreperla e filettature in ebano e bronzo furono disegnate da Bertini ed eseguite da Speluzzi che le completò nel 1868 ("Fatti gli ornati nuovi incrostati in ebano nero con fondi di madreperla, così pure i dentelli simili all'ingiro del sedile e scavati i fondi al piano dei medesimi, più intarsiati, di similoro i mostrini di mogano ai fianchi degli schienali e fatte loro le code di similoro cesellate, così pure intarsiati e filettati col medesimo metallo, gli schienali ed il basamento", 30/9/1868, Archivio del Museo Poldi Pezzoli, faldone 33/a). Nel 1869 vennero aggiunte da Speluzzi "n. 32 fustelline in bronzo cesellato e dorato poste in opera ai cordoni dei cuscini in stoffa di seta e oro per le sedie del gabinetto bisantino [...]. Pagate alla ricamatrice [...] N. 19 rosette ricamate in oro compresi i campioni per le suddette sedie" (10/4/1869, ibidem). Sono state restaurate da Renato Girardi nel 1974 ("Relazione restauri mobili" del 18/6/1974, ibidem, faldone 35) che ha consolidato la struttura in mogano e gli intarsi. Si rifanno a tipologie del XVI secolo - si veda ad esempio la serie di sgabelli del Museo Bardini di Firenze - ma sono alleggerite dallo schienale da elegantissimi intagli e decorate ai lati da sinuose tigri di ebano maculate in bronzo, dalle code attorcigliate che costituiscono il raffinato raccordo tra lo schienale e il sedile. Su quest'ultimo poggiava un cuscino di stoffa indiana tessuta in argento dorato. La raffinatissima interpretazione dell'istorismo ottocentesco raggiunge con questi esemplari uno dei momenti di più alta qualità, innestandosi e fondendosi con la tradizione dell'intaglio e della tarsia lombarda.