Pittore lombardo seconda metà XV secolo - inv. 1561-1562 1571 1572

Titolo: 
Sant'Antonio abate, Santa Apollonia, Santo Martire cavaliere (Maurizio?), Santo Stefano, Santo martire diacono, San Giovanni Battista
Numero di Inventario: 
1561 1562 1563 1564 1571 1572
Tipologia: 
paintings
Collezione: 

Painting

Classe iconografica: 
Religious
Parole chiave soggetto: 
Santo Stefano
Santo martire diacono
San Giovanni Battista
Sant'Antonio abate
Santa Apollonia
Santo Martire cavaliere
Motivo attribuzione: 
bibliography
Autore, ambito, luogo di produzione: 
Pittore lombardo, seconda metà del XV secolo
Ambito e luogo di produzione: 
Lombardia
Italia
Periodo: 
1450
Pubblicazione: 
Si
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Materia e Tecnica: 
tempera on panel
Data di Ingresso: 
1879
Acquisizione: 
Gian Giacomo Poldi Pezzoli
Tipo di acquisizione: 
bequest
Tipo di collocazione: 
on display
Collocazione: 
Lombard Rooms

Gian Giacomo Poldi Pezzoli acquistò le sei tavolette da un collezionista mantovano. Secondo antiche testimonianze esse provengono dalla chiesa di San Silvestro di Mantova, anche se ancora non è stato possibile trovare nei documenti una precisa conferma.
Esse facevano parte di un più ampio complesso, un polittico o, più probabilmente viste le dimensioni delle tavolette, un paliotto d'altare, cioè una sorta di dipinto che doveva decorare la parte frontale dell'altare. Spesso il paliotto si sviluppava su due registri, alternando figure isolate di santi a scene narrative.
Le figure, mollemente ondulate, si profilano su un uniforme fondo oro secondo i canoni della pittura tardogotica. Le loro espressioni sono ingenue, eppure alcuni particolari, come lo scorcio di sotto in su del volto del santo diacono o il corretto effetto tridimensionale della veste di Sant'Antonio abate sono spia di una cultura che ha in parte acquisito le novità rinascimentali.
E' probabile che l'anonimo autore sia un maestro locale attivo nel terzo quarto del secolo, cioè quando Mantegna era già pittore di corte a Mantova.  Egli sembra però non essersi ancora accorto delle novità apportate dal grande maestro, ma appare ancora legato a una cultura più arretrata, che ha molti punti di contatto con opere bergamasche e pavesi dell'epoca.

L. G.