Yoshimasa - 5555

Titolo: 
I sette dei della fortuna ed un oni
Numero di Inventario: 
5555
Tipologia: 
netsuke
Collezione: 

East

Classe iconografica: 
Mythology
Parole chiave soggetto: 
I sette dei della fortuna ed un oni
Motivo attribuzione: 
signature
Autore, ambito, luogo di produzione: 
Yoshimasa - scuola di Tokyo
Ambito e luogo di produzione: 
Giappone
Periodo: 
1850
Datazione specifica: 
late 19th, early 20th century
Pubblicazione: 
Si
Tipo di iscrizione: 
signature
Trascrizione o identificazione: 
美正 (Yoshimasa)
Materia e Tecnica: 
ivory
Data di Ingresso: 
2005
Acquisizione: 
Maria Taglietti Lanfranchi
Tipo di acquisizione: 
bequest

L'Okimono-netsuke raffigura i Sette Dei della Fortuna (Shichifukujin, 七福神): gran parte dei personaggi sono su un ponte, tranne Hotei che lo ha già attraversato e Jurojin che è in procinto di farlo; in acqua resta solo un oni  (鬼,demone),  personaggio aggiuntosi alla combriccola. Alla base del pezzo, vi è un unico foro circondato da una decorazione a petali , accanto c'è la firma Yoshimasa (美正), inchiostrata in rosso, bordata da un cartiglio ovale.

I Sette Dei della Fortuna sono le divinità più popolari del Giappone, venerate soprattutto da artigiani e mercanti. Spesso sono raffigurati a bordo della Barca dei Tesori (Takarabune), che, secondo la tradizione, approderebbe con i suoi celesti passeggeri sulle coste giapponesi il mattino del primo giorno dell'anno nuovo. Il gruppo - formato da divinità originarie della Cina, dell'India e del Giappone,  appartenenti al Buddhismo, al Taoismo e allo Shinto - ebbe la sua definizione durante il periodo Edo (1615-1868). E' formato da Ebisu, Daikoku, Bishamonten, Benzaiten, Hotei, Jurojin e Fukurokuju. Tutti hanno particolari virtù e qualità: Ebisu era apprezzato per l'industriosità e il nutrimento quotidiano, Daikoku per la longevità e la ricchezza, Benzaiten per la gentilezza, l'amore e la bellezza, Bishamonten per il coraggio, Hotei per la generosità e la felicità, Jurojin per la longevità e la saggezza, Fukurokujin per la dignità e la longevità.

Le caratteristiche stilistiche di questo pezzo permettono di collocare Yoshimasa tra gli artisti attivi tra il tardo XIX secolo e l'inizio XX, probabilmente della scuola di Tokyo, impeganti nella produzione di opere per i collezionisti stranieri. I loro netsuke, sempre meno funzionali e sempre più okimono, erano composizioni molto intricate e realistiche. La collezione Lanfranchi possiede un altro pezzo firmato Yoshimasa, che ha come soggetto Jurojin con il cervo.
G.R.