Collana, orecchini, spilla, bracciale, pettine - inv. 4642

Torre del Greco, 1870-80

Parure
corallo  
1995 donazione Angelo Limentani
Inv. 4642

Sala degli ori


La parure rientra nella lavorazione delle botteghe torresi che durante la seconda metà dell’Ottocento, realizzarono lo stile detto “Fiori e frutti” che permetteva di assemblare su una struttura d’oro di lega leggera, petali di fiore, piccoli frutti e foglie per rendere il gioiello più voluminoso e prezioso, secondo il gusto del tempo che prediligeva oggetti vistosi. Ogni elemento veniva lavorato separatamente e fissato a un’intelaiatura d’oro. Ciò consentiva di sfruttare anche i pezzi più piccoli di corallo. L’impulso parte dall’Esposizione di Londra del 1851 che vede il trionfo dello stile naturalistico nella gioielleria francese e inglese. La struttura modulare del bracciale si raccorda, nella parte anteriore, ad una composizione in cui il fiore sposa foglie, piccoli frutti e bacche in analogia con la spilla che presenta elementi molto simili. Compare anche la lavorazione quadrettata, incisa a rete con minuscoli tagli ortogonali molto in uso a Villanova in Abruzzo ma realizzata anche a Torre: si ritrova nei gusci delle ghiande della spilla e del bracciale, e nella parte centrale dei fiori degli orecchini. Una decorazione che risulta molto simile a quella di una demi parure di collezione Aucella.  La collana di grandi dimensioni è lavorata invece a “liscio”. Queste collane venivano spesso donate alle balie perché si riteneva che il colore vivo e intenso potesse monitorare la buona salute della donna e la qualità del latte. Altro uso del tempo la pettinessa per tenere e impreziosire la pettinatura. Le scaglie della tartaruga venivano  lavorate a caldo in stampi, rifinite a mano e lucidate. A Torre si trova spesso la combinazione  della tartaruga con la madreperla e con il corallo. Questo pettine è però veramente molto raro per la decorazione e assemblaggio di fiori, boccioli, frutti e foglie che lo decorano completamente, e per le file di corallini laterali che danno movimento all’oggetto rendendolo ancora più vezzoso.  Si confronti con la pettinessa della seconda metà dell’Ottocento in corallo e tartaruga, con fragole  incise a rete e foglie di collezione Iacobelli. Originale anche la scatola che raccoglie tutti gli oggetti.