Mariotto Albertinelli - inv. 1116

Titolo: 
Trittico
Numero di Inventario: 
1116
Tipologia: 
paintings
Collezione: 

Painting

Classe iconografica: 
Religious
Parole chiave soggetto: 
Madonna con Bambino
Santa Caterina d'Alessandria
Santa Barbara
annunciazione
memento mori
Notizie storico-critiche: 
<p><a target="_blank" href="/userfiles/1116.pdf">Consulta la scheda scientifica</a></p>
Motivo attribuzione: 
bibliography
Autore, ambito, luogo di produzione: 
Mariotto Albertinelli (1474-1515)
Ambito e luogo di produzione: 
Firenze
Toscana
Italia
Periodo: 
1500
Datazione specifica: 
1500-1510
Libri correlati: 
Pubblicazione: 
Si
Materia e Tecnica: 
oil on wood
Data di Ingresso: 
1879
Acquisizione: 
Gian Giacomo Poldi Pezzoli
Tipo di acquisizione: 
bequest
Tipo di collocazione: 
on display
Collocazione: 
Perugino Room

Questo trittico è un altarolo, un lussuoso oggetto di devozione privata, la cui fortuna inizia già nel Trecento e rimane in voga per tutto il XVI secolo.
Il tabernacolo chiuso mostra sugli sportelli l’Annunciazione dipinta a monocromo e sul retro un teschio, il cosiddetto memento mori, che ricorda al devoto il destino che lo attende. Quando è aperto svela sulla tavoletta centrale, ancora dotata di cornice originale, la Madonna in trono che allatta il Bambino. Sull’anta sinistra santa Caterina d’Alessandria, inginocchiata sulla ruota del martirio, è posta sotto una loggia trabeata, su quella destra santa Barbara sovrasta il padre Dioscuro, suo carnefice, mentre sullo sfondo si erge la torre in cui fu rinchiusa. Nei paesaggi sono accennate le scene di martirio relative alle due vergini: santa Caterina martirizzata sulla ruota, decapitata e quindi sepolta in cima al monte Sinai dagli angeli; Barbara che fugge inseguita dal crudele genitore. Barbara e Caterina risultano spesso affiancate nei dipinti nordici; derivano da un modello fiammingo contemporaneo anche la scena a grisaille riunita in un’unica cornice dipinta a trompe l’œil, il teschio, l’iconografia di Barbara, le architetture alle sue spalle, il nitido paesaggio dalla brillante cromia. Tutta fiorentina e pienamente rinascimentale è invece la concezione spaziale dell’Annunciazione, che si svolge in un ambiente unificato da un pavimento a mattonelle abilmente scorciato, e dalla leggera tenda a baldacchino sospesa sul letto della Vergine.
La sigla «MD» sulla cornice è probabilmente da intendersi come data di realizzazione (anno mille e cinquecento). Il tabernacolo è il capolavoro giovanile di Mariotto Albertinelli, ancora influenzato da Perugino e Piero di Cosimo. Esponente del Rinascimento fiorentino, si associò ben presto a Fra’ Bartolomeo, con il quale condivise le scelte stilistiche e con il quale venne spesso confuso.

L.G.