Bartolomeo Veneto (copia da) - inv. 3511

Titolo: 
Giovane donna in figura di Santa Caterina
Numero di Inventario: 
3511
Tipologia: 
paintings
Collezione: 

Painting

Classe iconografica: 
Religious
Parole chiave soggetto: 
Santa Caterina
figura di donna
Notizie storico-critiche: 
<p><a target="_blank" href="/userfiles/3511.pdf">Consulta la scheda scientifica</a></p>
Motivo attribuzione: 
bibliography
Autore, ambito, luogo di produzione: 
Copia da Bartolomeo Veneto
Specifiche attribuzione: 
copy after
Ambito e luogo di produzione: 
Veneto
Italia
Periodo: 
1500
Datazione specifica: 
1520 ca.
Pubblicazione: 
Si
Libri correlati: 
Materia e Tecnica: 
oil on wood
Data di Ingresso: 
1974
Acquisizione: 
Teresina Marinotti Ricotti
Tipo di acquisizione: 
donation
Collocazione riservata: 
Uffici
Tipo di collocazione: 
deposit
Collocazione: 
not on display

Al principio del Cinquecento cominciò a diffondersi, soprattutto in Veneto, un particolare genere di dipinti: in essi veniva raffigurata una santa, quasi sempre a mezzo busto. Il carattere sacro dell'opera era però tenuto in secondo piano, e spesso, come in questa tavola, mancava pure l’aureola.
L'uso di dipingere immagini femminili, "in veste di", cioè con gli abiti e gli attributi iconografici di una santa, era già affermato nel secolo precedente. Tuttavia, queste immagini non sono da considerarsi veri e propri ritratti; si tratta piuttosto di figure femminili ideali, genere cui possono essere ricondotte anche opere quali la Giovane donna in veste di Santa Caterina di Pietro degli Ingannati del Museo Poldi Pezzoli (inv. 3493), così come molte celebri opere di Tiziano e di Palma il Vecchio.
La tavola del Poldi Pezzoli è una copia antica, piuttosto abrasa, tratta da un fortunato prototipo di Bartolomeo Veneto, oggi a Glasgow (Glasgow Art Gallery and Museum, inv. 210) del quale si conoscono almeno altre sei derivazioni. Raffigura una giovane col capo cinto di gelsomino, simbolo dell'amore di Dio; alla sua destra compare la ruota dentata, strumento del martirio di Santa Caterina d'Alessandria. Rispetto all'originale, l'anonimo autore di questa tavola ha semplificato la resa di dettagli ornamentali come il serto floreale o la capigliatura della donna, mantenendo comunque un livello qualitativo abbastanza elevato. E' probabile che si tratti dell'opera di uno stretto seguace di Bartolomeo e che la datazione non debba discostarsi molto da quella del dipinto di Glasgow, collocabile intorno al 1520.

S.G.C.