Lazzaro Bastiani - inv. 1583

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Titolo: 
Madonna col Bambino, angeli musicanti e la Trinità
Numero di Inventario: 
1583
Tipologia: 
paintings
Collezione: 

Painting

Classe iconografica: 
Religious
Parole chiave soggetto: 
Madonna con Bambino
angeli musicanti
Trinità
Notizie storico-critiche: 
<p><a target="_blank" href="/userfiles/1583.pdf">Consulta la scheda scientifica</a></p>
Motivo attribuzione: 
bibliography
Autore, ambito, luogo di produzione: 
Lazzaro Bastiani (ca. 1425/1430-1512)
Ambito e luogo di produzione: 
Veneto
Italia
Pubblicazione: 
Si
Periodo: 
1450
Datazione specifica: 
1475 ca.
Libri correlati: 
Materia e Tecnica: 
tempera on panel
Opere correlate: 
Data di Ingresso: 
1879
Acquisizione: 
Gian Giacomo Poldi Pezzoli
Tipo di acquisizione: 
bequest
Collocazione: 
not on display

Il dipinto è stato realizzato intorno al 1475 da Lazzaro Bastiani, pittore veneziano del quale il Museo Poldi Pezzoli conserva anche una Pietà (inv. 1586). L'iconografia di quest’opera appare alquanto complessa. La raffigurazione della Vergine col Bambino diviene infatti, per la presenza dei due angeli che reggono la corona sul capo della Madonna, una glorificazione di Maria alla presenza della Trinità: in alto si affaccia Dio Padre accompagnato dalla colomba dello Spirito Santo. Gli angioletti che attorniano il gruppo centrale suonando diversi strumenti, ribadiscono tema dell'esaltazione celeste della Vergine: simbolismi mariani, d'altra parte, sono celati anche nella scelta dei frutti che pendono dal festone in alto (i limoni, ad esempio, per la confusione tra il nome latino citrus e il cedro del Libano nominato nel Cantico dei Cantici, o il cetriolo, che era letto come riferimento all'Immacolata Concezione).

Da un punto di vista stilistico l'opera appare tipica della prima maturità del Bastiani, in un momento in cui era per lui forte l'influenza della pittura padovana e particolarmente di Andrea Mantegna. Ne è testimonianza la presenza del festone di frutti, che è un motivo tipico dell'arte di Padova e, soprattutto, il rigoroso impianto prospettico della scena, sottolineato dal pavimento a riquadri. L'attenzione alla prospettiva, caratteristica di questa fase della pittura del Bastiani, emerge anche dagli scorci insistiti dei visi degli angeli e del Bambino. Il pittore associa poi al disegno incisivo un uso raffinato della luce, ereditato dall'opera di Giovanni Bellini, come si può ammirare nelle parti meglio conservate del dipinto, quali ad esempio i tratti del volto dell'angioletto sulla destra e di Gesù, o nella descrizione puntuale della corona sorretta dagli angeli. Colpisce, inoltre, il compiacimento dell'artista nella descrizione delle stoffe riccamente decorate e dei dettagli preziosi, oggi ben leggibili grazie al restauro del 2001: sono il retaggio del gusto, ancora per molti versi tardogotico, che aveva caratterizzato gli anni della formazione del Bastiani e che ancora influenzava tanta parte della pittura veneziana anche nella seconda metà del Quattrocento.

S.G.C.

Masterpiece: 
false
AC/DC: 
DC