Giuseppe Bertini - inv. 261

Giuseppe Bertini (1825-1898)

Ritratto di Gian Giacomo Poldi Pezzoli
1880 ca.
olio su tela  
65 x 49 cm
1917 legato Camilla Gabba Cavezzali
Inv. 261

Sala dei vetri antichi di Murano
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Al pari dell’altro Ritratto di Gian Giacomo Poldi Pezzoli (inv. 1157) oggi esposto nella Sala dei vetri antichi di Murano, anche questo venne realizzato poco dopo la morte del nobile milanese, avvenuta nel 1879. L’opera deriva da un dipinto di taglio e dimensioni più ampi datato al 1880 conservato in collezione privata; qui l’amico e consulente Giuseppe Bertini aveva ritratto Gian Giacomo Poldi Pezzoli in piedi, tra i pezzi più belli della sua armeria, celebrandone la passione collezionistica in un’immagine che, per idea compositiva e intonazione cromatica, intendeva richiamare la grande ritrattistica di Giovan Battista Moroni.

Questo dipinto fu eseguito per Camilla Gabba Cavezzali, con ogni probabilità la figlia naturale di Poldi Pezzoli, che alla sua morte lo legò poi al Museo. Esso doveva dunque eternare le sembianze di una persona cara da poco scomparsa e in effetti la tela appare improntata alla resa scrupolosa e fedelissima della fisionomia del modello, più che alla sua penetrazione psicologica. Forte di una saldissima sapienza accademica, nel cimentarsi nel genere della ritrattistica postuma l’autore poteva avvalersi anche dell’esperienza maturata nella sua attività per la quadreria dell’Ospedale Maggiore; di questa istituzione milanese aveva più volte ritratto i benefattori in tele sempre eseguite successivamente alla loro morte, così come prescrivevano gli stessi regolamenti dell’Ospedale.

L.P.

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