Biagio d'Antonio - inv. 1578

Biagio d'Antonio (ca. 1445- ca. 1510)

Madonna con il Bambino e un angelo
1480-1485
tempera su tavola  
75 x 53 cm
1879 legato Gian Giacomo Poldi Pezzoli
Inv. 1578

Sala del Perugino
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Sullo sfondo di un ampio e luminoso paesaggio punteggiato da macchie di vegetazione, la Vergine, raffigurata a tre quarti è seduta in primo piano. Il Bambino, completamente nudo, sta in piedi sulle ginocchia della madre e stringe il suo seno tra le mani, in una variante del tema della “Madonna del latte. Un angelo tiene in grembo e in un vaso alcune rose bianche, rosse e rosa. Si tratta di fiori strettamente legati al culto della Vergine, detta “rosa mistica” e “rosa senza spine”, con allusione alla sua natura immacolata. La rosa bianca fa riferimento alla verginità di Maria e all’amore eterno e puro, ma è anche un simbolo di morte. La rosa rossa simboleggia il sangue versato da Gesù per la redenzione del genere umano e l’amore che sopravvive alla morte. La rosa rosa rappresenta la serenità ispirata nel fedele dall’amore per Cristo e per la Vergine. Il tema della premonizione della Passione di Cristo è suggerito anche dalla mestizia espressa dai volti dei tre personaggi.

Biagio d’Antonio, pittore fiorentino attivo a Faenza dal 1476 al 1504, realizzò questo dipinto di notevole qualità all’inizio degli anni ottanta del Quattrocento, come conferma il confronto con alcune figure femminili che compaiono nell’affresco con il Passaggio del Mar Rosso eseguito dall’artista nella Cappella Sistina nel 1482. La composizione del dipinto, con il Bambino in piedi accanto al busto della Madre su uno sfondo di paesaggio, così come lo stile, caratterizzato da un naturalismo delicato, mostrano l’influsso delle opere di Andrea del Verrocchio, la cui bottega Biagio frequentò assiduamente negli anni settanta del XV secolo.

A.D.L.

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