Paolo Borroni - inv. 1611
Un giovane ragazzo, con la giacca e la camicia aperte sul petto, ci guarda con un’espressione interrogativa, come se stesse studiandoci per farci il ritratto. Tiene infatti con la destra un lapis, che appoggia su un foglio appena velato da qualche tratto, e ha un copricapo quasi informe, tipico degli artisti.
L’opera si inserisce nel genere delle cosiddette “teste di carattere”: si tratta in alcuni casi di ritratti dal vero, in altri ritratti di fantasia, che raffigurano spesso ragazzi giovani, mascherati da artisti o da figure allegoriche, come usava fare fra’ Galgario.
In questo caso siamo di fronte a un raro esempio di questo genere di Paolo Borroni, che svolse la maggior parte della sua opera nel vogherese, dopo un iniziale apprendistato a Parma e Roma, e un viaggio di studio a Venezia per vedere le opere di Tiziano. In epoca napoleonica adattò il suo stile alla committenza filo francese ed ebbe una lunga carriera, durante la quale produsse opere di qualità discontinua.
J.S.

