Bottega di Lorenzo di Credi (Tommaso) - inv. 1576

Titolo: 
Martirio di San Sebastiano
Numero di Inventario: 
1576
Tipologia: 
paintings
Collezione: 

Painting

Classe iconografica: 
Religious
Parole chiave soggetto: 
San Sebastiano
martirio
Notizie storico-critiche: 
<p><a target="_blank" href="/userfiles/1576.pdf">Consulta la scheda scientifica</a></p>
Motivo attribuzione: 
bibliography
Autore, ambito, luogo di produzione: 
Bottega di Lorenzo di Credi, Tommaso (attivo nella seconda metà del XV secolo)
Specifiche attribuzione: 
workshop
Ambito e luogo di produzione: 
Firenze
Toscana
Italia
Periodo: 
1450
Datazione specifica: 
1490 ca.
Libri correlati: 
Pubblicazione: 
Si
Materia e Tecnica: 
oil on wood
Data di Ingresso: 
1879
Acquisizione: 
Gian Giacomo Poldi Pezzoli
Tipo di acquisizione: 
bequest
Tipo di collocazione: 
on display
Collocazione: 
Perugino Room

San Sebastiano, al centro della scena, è legato a una colonna e circondato da quattro arcieri, uno dei quali ha appena scoccato una freccia. L’opera è chiaramente ispirata al celebre dipinto di analogo soggetto di Antonio e Piero del Pollaiolo conservato alla National Gallery di Londra, che fu ripreso da svariati pittori e del quale Tommaso offre una versione semplificata. Qui Sebastiano non è collocato in posizione sopraelevata e numerose figure ed elementi di contorno sono stati eliminati; anche il paesaggio è convenzionale, privo del respiro e della minuziosità dell’originale. Il dipinto è congegnato in modo che l’attenzione si concentri sulla figura in leggera torsione del santo e sulla sua anatomia accuratamente indagata, manca però ogni senso di drammaticità, nonostante l’espressione patetica del volto di Sebastiano. L’abilità disegnativa e la raffinatezza di svariati dettagli – dal perizoma del santo ai calzari degli arcieri in primo piano – sono comunque indici di un pittore capace. L’anonimo artista, il cui nome convenzionale deriva dall’ormai superata identificazione con un collaboratore di Lorenzo di Credi, era probabilmente membro della bottega di quest’ultimo, assai affermata nella Firenze del secondo Quattrocento. La destinazione della tavola, databile intorno al 1490, è incerta: l’insolito formato allungato ha portato a ipotizzare che possa trattarsi della predella di una piccola pala d’altare, o forse di un ex voto.

F. A.