Giovanni Antonio Canal detto il Canaletto - inv. 3198

Giovanni Antonio Canal detto Canaletto (1697-1768)

Capriccio architettonico con rovine ed edifici classici
1756 ca.
olio su tela  
91 x 124,8 cm
1933 acquisto 
Inv. 3198

Sala del settecento veneto
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La tela, foderata probabilmente agli inizi del 1900 e restaurata nel 2003, è in buono stato di conservazione.

Canaletto oltre che alle vedute, di cui fu uno dei maggiori e più sensibili interpreti, si dedicò anche ai “capricci”. In questo tipo di produzione pittorica, architetture classiche, spesso in rovina, talvolta esistenti ma anche di fantasia, vengono accostate liberamente. Questo genere era molto richiesto dalla committenza sia italiana che europea e spesso queste tele con vedute ideali comportavano dei pendant dallo stesso soggetto.

In primo piano vediamo un grande arco in rovina e una loggia sotto cui vi sono un monumento funebre rinascimentale e un’iscrizione che un uomo, appoggiato alla colonna sta cercando di decifrare. Sulla destra dell’arco sono raffigurati altri personaggi, forse pastori, con lunghi bastoni e un cane. Sulla sinistra si vede una torre addossata ad un porticato con frontone e colonne corinzie. Sulla destra, un altro edificio circolare di cui non è possibile stabilire l’epoca. Sullo sfondo si vedono un arco trionfale, che ricorda la Porta di San Giovanni a Padova, una fontana barocca e una città con una grande cupola. Il cielo è limpido con solo qualche velatura di nubi sulla sinistra. Bello è il gioco della luce che illumina l’arco in secondo piano e mette in ombra parte del monumento funebre sotto il loggiato e l’arco in primo piano.

Questo dipinto è una delle più apprezzate vedute ideali di Canaletto, tanto che ne furono tratte diverse repliche e copie. L’alta qualità dell’opera conferma l’attribuzione al pittore veneziano, anche se nello scorcio vedutistico dello sfondo alcuni critici hanno ipotizzato la mano di un collaboratore. L’opera risale ad una fase avanzata dell’attività dell’artista, attorno al 1756.

M.G.

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