Carlo Innocenzo Carloni - d.t. 727

Carlo Innocenzo Carloni (1686-1775)

Apoteosi di Bartolomeo Colleoni
1737 ca.
affresco  
750 x 430 cm
Inv. d.t. 727

Salone dell' affresco
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L’affresco proviene dalla Villa Colleoni a Calusco d’Adda e il soggetto venne scelto dal proprietario della villa, Francesco Colleoni, che volle celebrare la propria famiglia ricordando il suo più famoso antenato, il condottiero Bartolomeo Colleoni. L’opera faceva parte di un ciclo di quattro affreschi che decoravano lo scalone: quello del soffitto, ora a Milano, in cui si rappresenta l’apoteosi del condottiero; e tre affreschi parietali, ora a Palazzo Grassi a Venezia, che raccontano episodi memorabili della vita del Colleoni.

L’incarico venne assegnato non prima del 1737 a Carlo Innocenzo Carloni, membro di una famiglia di architetti e stuccatori della Val d’Intelvi.
All’inizio del Settecento le corti tedesche offrivano continue occasioni di lavoro agli artisti italiani, ai quali veniva spesso richiesto di realizzare affreschi di tema profano per celebrare la gloria del principe. Carlo Innocenzo fu scelto dal più potente personaggio del momento presso la corte degli Asburgo, il principe Eugenio di Savoia, che a Vienna lo incaricò di affrescare nei saloni del Belvedere la propria apoteosi. E dato che il tema dell’apoteosi gli veniva richiesto spesso, il Carloni aveva approntato un modello generico al quale si rifaceva ogni volta che gli veniva richiesto un affresco con questo soggetto. Al momento della progettazione del singolo affresco c’erano ben poche variazioni da introdurre, il che in parte spiega la velocità d’esecuzione per cui il Carloni andava famoso.

Nel caso dell’affresco di Villa Colleoni lo schema rimane immutato e le figure allegoriche sono le stesse che compaiono in opere analoghe. Al centro si distingue l’eroe, alla sua sinistra una donna con la spada rappresenta la Giustizia, a destra sta seduto Ercole con il capo coperto da una pelle di leone, in secondo piano si intravede un vecchio, interpretato come il Buon Consiglio. In alto due geni alati, La Gloria e la Fama, stanno incoronando l’eroe, mentre in basso sono raffigurati i nemici vinti incalzati dal genio della Guerra.
Di questo affresco il museo Poldi Pezzoli possiede il bozzetto a olio (inv. 3268).

E.V.

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