Bernardo Cavallino - inv. 3267
Una giovane donna è raffigurata seduta con la testa abbandonata all’indietro, i capelli sciolti e gli occhi chiusi. La figura, molto pallida, emerge dall’oscurità del fondo, aumentando la drammaticità della posa. La santa è rappresentata in estasi, ossia nel momento in cui ha raggiunto lo stato di unione con il divino e tiene tra le dita la palma, attributo dei martiri e segno del loro trionfo sulla morte.
La palma del martirio, gli abiti sontuosi, e la lama raffigurata vicino al collo della donna sono elementi che potrebbero adattarsi alla biografia di più di una santa: Lucia, Agata, Cecilia.
L’autore del dipinto è Bernardo Cavallino, tra i più interessanti pittori napoletani del Seicento. Il suo stile elegante, malinconico e molto personale si distingue da quello più realistico e vigoroso dei suoi colleghi, maggiormente influenzati dal naturalismo caravaggesco. L’esempio del Caravaggio è comunque evidente, oltre che nello studio delle luci, nella posa della santa, che riprende la “Maddalena in estasi” dipinta dal maestro nel 1606, di cui sono note numerose copie.
M.S.


