Luigi Cavenaghi - inv. 4638

Luigi Cavenaghi (1844-1918)

Ritratto di Giuseppe Baslini
1880-1885 ca.
acquerello su carta  
35 x 25,5 cm
1993 donazione Angiolo Baslini Rosselli
Inv. 4638

Non esposto
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Quest'opera è collegata a Ritratto di Marianna Grandi Baslini (inv. 4639).

Giuseppe Baslini (1817-1887) fu un importante antiquario milanese di fama europea. Il suo nome è legato al Museo Poldi Pezzoli perché, grazie a lui, sia il fondatore del museo sia il primo direttore, Giuseppe Bertini, acquistarono numerose opere. Lo stesso Baslini, nel 1886, donò al museo, aperto da poco, un dittico lombardo in smalto della fine del ‘400 (inv. 559). Marianna Grandi (1823–1923), moglie di Baslini, era sorella di Carlo e Antonio, noti antiquari milanesi dell’epoca.
Entrambi i personaggi sono ritratti a mezzo busto. Giuseppe Baslini indossa un abito sportivo, con i revers e il taschino della giacca profilati e una cravatta a fiocco. Al panciotto è appeso un ciondolo, forse contenente i ritratti dei figli, o un orologio.
Marianna Baslini indossa un sobrio abito nero con polsi e collo a rouche; dal colletto chiuso esce lo sbuffo della camicia bianca e alcuni gioielli impreziosiscono il vestito. Mentre i volti e la parte superiore degli abiti sono descritti con cura, nelle parti marginali l’acquerello si fa più diluito e il tratto meno preciso: il braccio sinistro di Giuseppe Baslini è appena abbozzato, mentre quello destro della moglie termina con una sfumatura del colore.
Un’iscrizione a matita sul retro del ritratto del Baslini, eseguita dal figlio Giuseppe, ne attribuisce l’esecuzione a Luigi Cavenaghi intorno al 1870. La data appare discutibile: l’uomo non sembra infatti avere cinquantatre anni, ma almeno una decina di più. I ritratti devono essere stati eseguiti quindi verso la fine degli anni settanta, o addirittura tra il 1880 e il 1885.
Luigi Cavenaghi, tra i maggiori restauratori italiani, era anche pittore e aveva compiuto la sua formazione all’Accademia di Belle Arti di Brera. A lui si devono numerosi affreschi, ma anche una limitata produzione di dipinti su tela e acquerelli, nei quali predilige il genere del ritratto rifacendosi alla tradizione lombarda contemporanea.


F.M.         
 

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