Luigi Conconi - inv. 41

Titolo: 
Un’occhiata al mondo
Numero di Inventario: 
41
Tipologia: 
paintings
Collezione: 

Painting

Classe iconografica: 
Genre
Parole chiave soggetto: 
figura di donna
suora
Notizie storico-critiche: 
<p><a target="_blank" href="/userfiles/0041.pdf">Consulta la scheda scientifica</a></p>
Motivo attribuzione: 
bibliography
Autore, ambito, luogo di produzione: 
Luigi Conconi (1852-1917)
Ambito e luogo di produzione: 
Milano
Lombardia
Italia
Pubblicazione: 
Si
Libri correlati: 
Periodo: 
1850
Datazione specifica: 
1886
Tipo di iscrizione: 
signature and date
Trascrizione o identificazione: 
"Milano/L.Conconi 86"
Materia e Tecnica: 
watercolour on paper
Data di Ingresso: 
1886
Tipo di acquisizione: 
acquisition
Collocazione riservata: 
Uffici
Tipo di collocazione: 
deposit
Collocazione: 
not on display

L'opera è attualmente esposta alla mostra La Monaca di Monza. Milano, Castello Sforzesco (25 novembre 2009 - 21 marzo 2010)

Nella Milano del secondo Ottocento, Luigi Conconi si segnala come una personalità artistica assai vivace e versatile; diplomatosi architetto, si dedicò alla pittura, all’incisione, all’illustrazione, coltivò passioni musicali e impegno politico, sposando ideali democratici e avvicinandosi alla causa del Socialismo.

La facilità narrativa e l’immediatezza di quest’opera sono il frutto di una lunga consuetudine dell’autore con la pratica dell’illustrazione: una giovane suora è salita su una scala a pioli e si sporge oltre il muro dell’orto conventuale per guardare un angolo di quel mondo da cui la esclude il suo ritiro monastico. Al di là dell’alta recinzione sbrecciata, spuntano i rami di un albero sul quale posano le ultime foglie autunnali, in una struggente allusione al destino della fanciulla e alla sua giovinezza, destinata ad appassire senza essere colta.

Soggetti simili, che vantano illustri precedenti letterari di matrice verista, non sono nuovi a certa pittura del secondo Ottocento, la quale li affrontò talvolta con toni di aperta denuncia sociale, o più spesso – come in questo caso – per le facili implicazioni sentimentali cui si prestavano. Le brevi linee spezzate del disegno e il colore steso per piccoli piani sfaccettati sono elementi formali che dipendono dall’esempio della pittura della Scapigliatura lombarda.

L. P.

Note bibliografiche: 
<p>&nbsp;Paolo Plebani, scheda n. 65, in <em>Trasparenze. L'acquerello tra Romanticismo e Belle Epoque</em>, a cura di S. Rebora e P. Plebani, catalogo della mostra (Rancate, 9 ottobre 2011 - 8 gennaio 2012), Torino, 2011, pp. 210-211</p>