Ippolito Costa - inv. 60

Ippolito Costa (1506-1561)

Madonna in trono con il Bambino e i Santi Lorenzo, Giuseppe e Ludovico di Tolosa
1531
olio su tela  
235 x 192 cm
firma e data
"BENEDICTA GONZAGA/ MAR LAURENTIO /ARAM HANC/ FIERI IUSSIT/ AN MDXXXI"
1879 legato Gian Giacomo Poldi Pezzoli
Inv. 60

Non esposto
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Nel dipinto è raffigurata al centro la Madonna con il Bambino, seduta su un trono marmoreo, sormontato da un baldacchino. Alle spalle della Vergine è steso un drappo d’onore di raso verde. In basso, nella posizione di maggior prestigio, alla destra della Madonna, compare San Lorenzo, accompagnato dalla graticola, strumento del suo martirio. Il santo è rappresentato in ginocchio e a mani giunte, in atto di adorare il piccolo Gesù, che lo guarda e gli impartisce la benedizione. Dietro Lorenzo è riconoscibile San Giuseppe, dal volto barbuto e vestito con un mantello giallo, che si appoggia a un bastone. Sulla destra è raffigurato Ludovico di Tolosa, il santo di stirpe reale vissuto nel XIII secolo che rinunciò al trono di Napoli in favore di suo fratello Roberto, ed entrò nell’ordine francescano. Sui gradini del trono un’iscrizione ricorda che una certa Benedetta Gonzaga fece realizzare questa pala d’altare nel 1531, in onore di San Lorenzo.

La tela fu uno dei primi acquisti di Gian Giacomo Poldi Pezzoli. Sappiamo che proviene da Mantova, ma purtroppo non da quale chiesa: probabilmente da una chiesa dell’ordine francescano, data la presenza nel dipinto di San Ludovico di Tolosa.

Ippolito Costa trascorse tutta la sua vita a Mantova: era figlio e allievo del pittore Lorenzo Costa il Vecchio, e fra il 1529 e il 1539 risulta stipendiato dai Gonzaga come pittore di corte. La pala del Museo Poldi Pezzoli, legata a una data certa, costituisce un’opera fondamentale per la conoscenza della sua attività giovanile: in essa egli mostra, oltre alla dipendenza dalle opere tarde del padre, un forte classicismo, di matrice emiliana, e l’influsso della pittura ferrarese dei primi decenni del Cinquecento, in particolare di Girolamo da Carpi, ricordato come suo maestro dalle fonti antiche.

A.D.L.

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