Luigi Crespi - inv. 254

Luigi Crespi (1708-1779)

Ritratto di gentiluomo
1759 ca.
olio su tela  
109 x 88 cm
1879 legato Gian Giacomo Poldi Pezzoli
Inv. 254

Un uomo di età matura in un’elegante posa, con la mano destra sul fianco e l’altra appoggiata sullo schienale di una sedia, guarda dritto verso l’osservatore. Indossa un gilet dalla ricca decorazione dorata lungo i bordi, sopra la camicia ad ampi sbuffi, chiusa al collo da un cravattino allentato. È stato ipotizzato che il personaggio raffigurato sia l’autore stesso del dipinto: Luigi Crespi, che negli autoritratti certi (Firenze, Uffizi; Bologna, Pinacoteca Nazionale; Venezia, Gallerie dell’Accademia) presenta caratteristiche fisionomiche abbastanza simili, anche se non del tutto coincidenti.

La tela dovrebbe situarsi alla fine degli anni cinquanta del Settecento, per le strette analogie con opere di quel periodo. Un intervento di restauro completato nel gennaio 2003 ha fatto emergere una materia pittorica assai ricca, impreziosita dai tocchi di colore dati in punta di pennello sui particolari decorativi della veste e della sedia.

Luigi Crespi, figlio del celebre pittore bolognese Giuseppe Maria, dopo un iniziale apprendistato nella bottega paterna si cimentò anche con la scrittura. A lui si deve, infatti, il terzo tomo della Felsina Pittrice, in prosecuzione dei due volumi di Carlo Cesare Malvasia, dove si raccontano le vite e le opere dei pittori bolognesi contemporanei. Come artista seppe cogliere i variegati aspetti della società che lo circondava, soprattutto nella ritrattistica, e lavorò alle corti di Vienna e Dresda.

J.S.

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