Carlo Crivelli - inv. 1584

Titolo: 
San Francesco raccoglie il sangue di Cristo
Numero di Inventario: 
1584
Tipologia: 
paintings
Collezione: 

Painting

Classe iconografica: 
Religious
Parole chiave soggetto: 
San Francesco raccoglie il sangue di Cristo
San Francesco
Notizie storico-critiche: 
<p><a target="_blank" href="/userfiles/1584.pdf">Consulta la scheda scientifica</a></p>
Motivo attribuzione: 
bibliography
Autore, ambito, luogo di produzione: 
Carlo Crivelli (ca. 1430-ca. 1495)
Ambito e luogo di produzione: 
Marche
Italia
Pubblicazione: 
Si
Libri correlati: 
Periodo: 
1450
Datazione specifica: 
1490-1500
Tipo di iscrizione: 
signature
Trascrizione o identificazione: 
"OPUS CAROLI CRIVELLI VENETI/ MILES VERUS"
Materia e Tecnica: 
tempera on panel
Data di Ingresso: 
1879
Acquisizione: 
Gian Giacomo Poldi Pezzoli
Tipo di acquisizione: 
bequest
Collocazione: 
14th Century Room

 

La minuscola tavola, nonostante le ridottissime dimensioni, presenta una scena notevolmente articolata. Lo sfondo si apre a sinistra in un paesaggio con un castello, visibile oltre un arco sbrecciato. Un alberello spoglio e una colonna in porfido alludono rispettivamente alla morte e alla flagellazione. Sulla colonna sono appoggiati alcuni strumenti della Passione, altri (chiodi, corona di spine, flagelli) stanno sul braccio della croce retta da Cristo. Il Redentore è in piedi su un ricco tessuto, probabilmente un velluto su fondo oro, che gli fa anche da sontuoso sfondo. Cristo allarga la ferita sul costato, da cui stilla il sangue che viene raccolto da Francesco in una coppa d’oro. Il Santo, inginocchiato e con il viso levato verso Cristo, è colto in una posa assai naturale, leggermente curvo e con un piede puntato contro il pavimento. Lo spazio a destra delle figure è chiuso da un muro in conci di pietra, ritmato dalla presenza di ciuffi d’erba.
Il tema della raccolta del sangue di Gesù è assai raro nel Quattrocento, nonostante se ne trovino altri esempi illustri in Veneto, terra d’origine di Crivelli. È probabile che esso sia legato a una reviviscenza del culto del santo sangue, sostenuta da alcuni ordini mendicanti, e che committente del dipinto fosse un frate francescano, vista la presenza del santo patrono. Tale ipotesi sarebbe confermata dai molti rimandi, presenti nella piccola tavola, al martirio, alla morte e alla Resurrezione di Gesù.
L’opera, da collocare nella tarda produzione dell’artista, era probabilmente destinata alla devozione privata di un committente colto.
Recenti analisi riflettografiche ai raggi infrarossi hanno permesso di individuare sul gradino del basamento la firma del pittore, oggi coperta da una ridipintura. Lungo i bordi sono evidenti le tracce di un’antica cornice.

F.A.

Note bibliografiche: 
<p>Carlo Crivelli-Catalogo della Mostra- Pinacoteca di Brera 2009 p.</p>