Carlo Crivelli - inv. 1585

Titolo: 
San Sebastiano
Numero di Inventario: 
1585
Tipologia: 
paintings
Collezione: 

Painting

Classe iconografica: 
Religious
Parole chiave soggetto: 
San Sebastiano
Notizie storico-critiche: 
<p><a target="_blank" href="/userfiles/1585.pdf">Consulta la scheda scientifica</a></p>
Motivo attribuzione: 
bibliography
Autore, ambito, luogo di produzione: 
Carlo Crivelli (ca. 1430-ca. 1495)
Periodo: 
1450
Datazione specifica: 
1490-1500
Pubblicazione: 
Si
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Materia e Tecnica: 
tempera on panel
Data di Ingresso: 
1879
Acquisizione: 
Gian Giacomo Poldi Pezzoli
Tipo di acquisizione: 
bequest
Tipo di collocazione: 
on display
Collocazione: 
14th Century Room

La tavola si presenta in buono stato di conservazione. San Sebastiano è rappresentato a figura intera, legato ad un tronco d’albero, trafitto dalle frecce del suo martirio. L’artista ha dato particolare rilievo all’anatomia e alla muscolatura – spiccano i piedi innaturalmente lunghi, nodosi quanto il legno – ma anche al perizoma bianco, fittamente panneggiato e allacciato con grande eleganza. Il santo, dai lunghi capelli rossicci, divisi in ciocche scompigliate, rivolge lo sguardo al cielo. Dietro di lui si apre un paesaggio percorso da un sentiero sassoso, che si snoda tra le colline.

Crivelli si sofferma a descrivere con estrema accuratezza numerosi dettagli, quali la nodosità dell’albero e il ceppo tagliato che fa da piedistallo al santo; osservate anche il realismo con cui la corda che lega il braccio sinistro è fissata più volte attorno ad un ramo. La verticalità del supporto è sfruttata esaltando l’allungamento della figura: il braccio alzato arriva fino al bordo della tavola, costringendo le dita a piegarsi per seguirne l’andamento, mentre il tronco prosegue idealmente oltre il margine, illudendoci che lo spazio dipinto continui all’infinito.

Crivelli, nato e formatosi a Venezia, lavorò prevalentemente nelle Marche, una regione periferica rispetto alle grandi trasformazioni artistiche. Ciononostante, egli si dimostra aggiornato sulle novità del Rinascimento: ammirate il realismo dello sfondo paesistico, e il cielo striato di nuvole che si schiarisce all’orizzonte, e l’aureola, disco tridimensionale perfettamente reso in prospettiva.

L’opera è considerata tra la tarda produzione del pittore, insieme ad un San Rocco della Wallace Collection di Londra, identico per misure ed esecuzione. La provenienza dei due pannelli è sconosciuta. Un’ipotesi recente li ritiene sportelli di un piccolo trittico, ma l’insolito formato e le dimensioni ridotte suggeriscono piuttosto che i santi costituissero due pilastrini laterali di un grande polittico.

F.A.