Bernardo Daddi - inv. 3195

Titolo: 
Croce astile
Numero di Inventario: 
3195
Tipologia: 
paintings
Collezione: 

Painting

Classe iconografica: 
Religious
Parole chiave soggetto: 
Cristo crocifisso
Vergine Maria
San Giovanni Evangelista
Cristo Redentore
Notizie storico-critiche: 
<p><a target="_blank" href="/userfiles/3195.pdf">Consulta la scheda scientifica</a></p>
Motivo attribuzione: 
bibliography
Autore, ambito, luogo di produzione: 
Bernardo Daddi (active 1312/1320-1348)
Ambito e luogo di produzione: 
Firenze
Toscana
Italia
Libri correlati: 
Pubblicazione: 
Si
Periodo: 
1300
Datazione specifica: 
1335-1340
Materia e Tecnica: 
tempera on panel
Data di Ingresso: 
1932
Tipo di collocazione: 
on display
Collocazione: 
14th Century Room
10
Codice audioguida: 
189

L’opera è un capolavoro della maturità di Bernardo Daddi, pittore di scuola giottesca attivo a Firenze nel secondo quarto del Trecento.
Questa tipologia di croce, con immagini sacre su entrambi i lati, è definita "astìle", in quanto veniva mostrata ai fedeli durante processioni e altre cerimonie pubbliche, sorretta da una lunga asta.

Sul verso della tavola sono raffigurati tre santi decapitati, in ginocchio e a mani giunte: in alto, san Paolo, con la lunga barba nera a punta e la testa calva; a sinistra, san Giacomo Maggiore; a destra, san Giovanni Battista, con la capigliatura e la barba disordinate e incolte, e il volto emaciato e ascetico. La presenza, inconsueta in una croce, di queste macabre immagini, indica che la tavola era originariamente destinata al conforto dei condannati a morte: alcuni gruppi di individui, riuniti in confraternite laiche, nei secoli passati si assumevano il compito di portare il conforto religioso ai condannati all’esecuzione, per indurli a confessarsi e ad accettare con rassegnazione cristiana la morte, sull’esempio di Gesù e dei santi martiri.

Su questo stesso lato della croce sono mostrati, in basso, due santi domenicani, san Pietro Martire e san Tommaso d’Aquino, a indicare che la confraternita che commissionò questo dipinto era promossa e sostenuta dall’ordine dei Frati predicatori.

Sul recto, alle più tradizionali immagini della Vergine Maria, di san Giovanni Evangelista e del Redentore si accompagna, in basso, l’insolita figura di un cadavere scarnificato, probabilmente un’allusione allo stesso condannato, vestito con la tunica nera dell’esecuzione che lasciava il collo libero per la decapitazione.


Questa croce è tra i primi esempi di dipinti destinati al conforto dei condannati a morte - che si siano conservati fino ai giorni nostri - una tipologia molto rara nel Trecento, ma che conobbe una diffusione assai maggiore nel XV e nel XVI secolo.

A.D.L.

Masterpiece: 
false
Url Audio: 
http://www.museopoldipezzoli.it/audioguide/it_Bernardo_Daddi_Croce_Astile_2.mp3