Giacomo Favretto - inv. 268

Titolo: 
Donna seduta
Numero di Inventario: 
268
Tipologia: 
paintings
Collezione: 

Painting

Classe iconografica: 
Genre
Parole chiave soggetto: 
figura di donna
Motivo attribuzione: 
signature
Autore, ambito, luogo di produzione: 
Giacomo Favretto (1849-1887)
Ambito e luogo di produzione: 
Venezia
Veneto
Italia
Notizie storico-critiche: 
<p><a target="_blank" href="/userfiles/0268.pdf">Consulta la scheda scientifica</a></p>
Libri correlati: 
Periodo: 
1850
Datazione specifica: 
1880-1890
Pubblicazione: 
Si
Tipo di iscrizione: 
signature
Trascrizione o identificazione: 
"G. Favretto"
Materia e Tecnica: 
oil on wood
Data di Ingresso: 
1914
Acquisizione: 
Camillo Boito
Tipo di acquisizione: 
bequest
Collocazione riservata: 
Uffici
Tipo di collocazione: 
deposit
Collocazione: 
not on display

Il Museo Poldi Pezzoli conserva una delle tipiche scene di genere del Favretto. Nel dipinto è raffigurata una donna vista di tre quarti, seduta, intenta a ricamare una decorazione floreale su una stoffa bianca.
L’artista ha descritto con maggior cura gli incarnati della donna con pennellate più dense e un attento studio delle ombre. Nel resto dell’opera le forme sono più sfaldate per la particolare stesura del colore a pennellate larghe e corpose. Sullo sfondo, dove è visibile il fondo della tavola, l’esecuzione si fa molto più rapida.
Il dipinto è stato eseguito senza uno strato preparatorio con una tavolozza ricca di colori brillanti.
L’artista ha dedicato grande cura alla rappresentazione dell’abito e dello scialle della donna e alla descrizione della sagoma della sedia e della gabbietta appesa al muro. Per Favretto tutti questi sono elementi significativi per la definizione dell’ambiente popolare: nella sua pittura oggetti e arredi non sono mai particolari superflui.
Sulla base di un’analisi stilistica, il dipinto può essere datato agli anni Ottanta dell’Ottocento.

Giacomo Favretto studiò all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Nella sua formazione artistica, al recupero della tradizione coloristica veneta (da Tiziano a Tiepolo e Longhi), si affiancano le esperienze più avanzate del verismo italiano e, dal punto di vista tecnico, l’utilizzo di immagini fotografiche come materiale di studio per i dipinti. I suoi temi prediletti sono legati all’ambiente popolare veneziano e alle rievocazioni di ambienti e figure del Settecento, entrambi descritti con tono aneddotico. Dipinse anche ritratti e paesaggi e, dal 1880 partecipò alle più importanti esposizioni italiane e straniere ottenendo consensi e riconoscimenti.

F.M.