Gaudenzio Ferrari (copia da) - inv. 1638

Copia da Gaudenzio Ferrari

Madonna con il Bambino
1610-1620
olio su tavola  
40,2 x 30,6 cm
iscrizione
"CALIXTUS. LAUDENSIS. F."
1895 acquisto 
Inv. 1638

Salette dei lombardi
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Il dipinto raffigura la Madonna a tre quarti di figura, incorniciata da un festone di fiori bianchi, rossi e dorati. La Vergine, assorta, con un’espressione malinconica sul volto e lo sguardo perso nel vuoto, stringe teneramente a sé il piccolo Gesù, che sta in bilico sulle sue ginocchia, gli occhi rivolti verso lo spettatore. La mano sinistra della Madre è intrecciata a quella del Figlio. Sullo sfondo, in alto a sinistra, una finestra si apre su uno scorcio di paesaggio, in cui si scorgono un albero sottile in primo piano e alcuni personaggi sulla destra, mentre le montagne azzurrine che si intravedono sull’ultimo orizzonte costituiscono una lontana reminiscenza leonardesca. La raffigurazione del Bambino completamente nudo allude alla Passione di Gesù e al tempo stesso afferma il dogma dell’Incarnazione, cioè che Dio si è incarnato in Cristo come vero uomo. Il tema della premonizione del Sacrificio di Gesù è evocato anche dall’espressione melanconica della Vergine.

La tavola reca in basso a sinistra, sotto la battuta della cornice, una firma, redatta con grafia antica ma apocrifa, che pretenderebbe di riferire il dipinto al pittore lodigiano Callisto Piazza (1500 circa - 1562): “CALIXTUS LAUDENSIS. F(ECIT)”. La composizione in realtà riproduce un originale perduto di Gaudenzio Ferrari (1475 circa - 1546), di cui restano diverse repliche (come la Madonna con il Bambino e i Santi Sebastiano e Rocco nella chiesa di San Lorenzo a Mortara attribuita a Girolamo Giovenone) eseguite dai pittori della sua scuola, databili a partire dal 1525 circa. Questa versione fu realizzata da un anonimo pittore lombardo verosimilmente nei primi decenni del Seicento e conferma la fortuna di Gaudenzio come modello per la realizzazione di quadri devoti nel XVII secolo.

A.D.L.

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