Filippo di Memmo Filippuccio detto Lippo Memmi - inv. 3347

Lippo Memmi (attivo 1317-ca. 1350)

Santa Elisabetta d’Ungheria
1330-1340
tempera su tavola  
50,5 x 22 cm
1970 donazione G. Devoto Falck
Inv. 3347

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Le condizioni di conservazione della tavola sono buone, nonostante la pronunciata crettatura. Vi è raffigurata Elisabetta d’Ungheria, principessa nata nel 1207 che, rimasta vedova all’età di vent’anni, si ritirò in un convento francescano.


Il volto è incorniciato da un velo con sottogola, di cui l’artista ha restituito la morbidezza e la sofisticata dentellatura degli orli. Eleganti sono le ricadute della stoffa delle vesti e il gesto con cui queste sono trattenute con la mano ad accogliere i fiori. Una leggenda racconta che la santa fosse stata sorpresa dal cognato mentre portava del pane ai poveri nascondendolo tra le pieghe della veste. Richiesta di cosa celasse, aveva risposto “rose per intrecciare una corona” e per miracolo il pane si era trasformato in rose rosse e bianche.


Di grande raffinatezza sono anche i passaggi luminosi, che segnano il panneggio e mettono in rilievo i tratti del volto; l’ombra, che avvolge tutto il lato destro della figura, indica con precisione la provenienza della luce. Il dipinto apparteneva all’ordine superiore di un vasto polittico, composto in totale da almeno quattordici pannelli, attualmente dispersi in varie collezioni.

L’opera, databile al quarto decennio del Trecento, era destinata alla chiesa francescana di Colle Val d’Elsa, sulle colline senesi. L’autore, Lippo Memmi, era cognato di Simone Martini, con il quale aveva collaborato in diverse occasioni. Il suo stile, e la stessa impostazione del polittico, risentono dell’influsso del più celebre parente, ma sia le fonti antiche che studi recenti, riconoscono al Memmi una personale maestria.

F. A.

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