Antonio Fontanesi - inv. 256

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Titolo: 
Paesaggio
Numero di Inventario: 
256
Tipologia: 
paintings
Collezione: 

Painting

Classe iconografica: 
Landscape
Parole chiave soggetto: 
paesaggio
Notizie storico-critiche: 
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Motivo attribuzione: 
signature
Autore, ambito, luogo di produzione: 
Antonio Fontanesi (1818-1882)
Ambito e luogo di produzione: 
Piemonte
Italia
Pubblicazione: 
Si
Periodo: 
1850
Datazione specifica: 
1880 ca.
Libri correlati: 
Tipo di iscrizione: 
signature
Trascrizione o identificazione: 
"A. Fontanesi"
Materia e Tecnica: 
oil on wood
Data di Ingresso: 
1914
Acquisizione: 
Camillo Boito
Tipo di acquisizione: 
bequest
Collocazione riservata: 
Uffici
Tipo di collocazione: 
deposit
Collocazione: 
not on display

Il dipinto è stato eseguito su una tavoletta dello spessore di pochi millimetri, tagliata in modo irregolare soprattutto sul lato sinistro. I colori originali appaiono scuriti dall’alterazione della vernice protettiva.
Il paesaggio è pervaso da una luce pomeridiana che sembra volgere al tramonto e lascia in ombra gli alberi e i cespugli in primo piano a sinistra.

 Lo stile sembra quello di un bozzetto in cui l’artista non intende evidenziare i particolari, ma fissare l‘effetto d’insieme. I tocchi di colore sono stesi con pennellate corpose direttamente sulla tavola, senza un disegno preparatorio, e l’attenzione dell’artista è rivolta allo studio della luce e dei suoi effetti; Fontanesi non era interessato alla replica fedele del vero, ma a una sintesi pittorica capace di rivelare l’intima bellezza della natura e le suggestioni emotive da essa suggerite. Per le analogie stilistiche con altre opere dell’ultima fase dell’attività dell’artista, il dipinto può essere datato al 1880.

Pittore di paesaggio, Fontanesi, compì la prima fase della sua formazione alla Scuola di Belle Arti di Reggio Emilia. Costretto a riparare all’estero per avere partecipato ai moti rivoluzionari del 1848, nel corso di viaggi in Svizzera, Francia e Inghilterra studiò la pittura dei paesaggisti europei. Particolarmente influenti furono le opere della scuola di Barbizon, di Turner, di Constable e di Corot, e la scoperta del naturalismo olandese del Seicento. Professore di figura presso l’Accademia di Belle Arti di Lucca (nel 1868) e professore di paesaggio all’Accademia Albertina di Torino (dal 1869), non aderì al Romanticismo storico né alla tendenza al Realismo, incontrando forti ostilità nell’ambiente artistico italiano.

F.M.

Masterpiece: 
false
AC/DC: 
DC