Gaetano Gandolfi - inv. 4701

Gaetano Gandolfi (1734-1802)

Adorazione dei pastori
1768-1769
olio su tela  
41 x 34,3 cm
1997 donazione Riccardo Lampugnani
Inv. 4701

Sala del settecento veneto
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Gaetano Gandolfi faceva parte di una famiglia di pittori, incisori e stuccatori attivi in Emilia nel corso del XVIII secolo. La sua pittura, come quella del fratello Ubaldo, coniuga la tradizione barocca bolognese con il cromatismo tiepolesco, assimilato nel corso di un soggiorno a Venezia.

Questo dipinto è un bozzetto preparatorio per la tela conservata alla Pinacoteca di Ferrara.
L’opera è stata eseguita a Bologna tra il 1768 e il 1769 per il reverendo Antonio Senegoni, probabilmente come ringraziamento per la sua presenza in qualità di padrino al battesimo del figlio di Ubaldo, nel maggio del 1768.

Il bozzetto si caratterizza per un forte dinamismo e per un senso di immediatezza che si perdono nella tela ferrarese, più serena e controllata. La luce emanata dal Bambino nello spazio circostante non è invenzione del Gandolfi: si tratta di un espediente desunto dal medesimo soggetto realizzato dal Correggio - ora a Dresda ma a Modena fino al 1744 - che ha influenzato molti artisti dal Cinquecento in poi. Nell’opera del Gandolfi, l’artificio luministico accende le vesti della Vergine e alcuni particolari della scena, rivelando un gusto molto raffinato per il colore.


La composizione della scena è sapientemente equilibrata: sulle diagonali sono raccolte le figure che partecipano al sacro evento; mentre sull’asse centrale, tre angeli sono disposti simmetricamente sopra la Vergine e il Bambino. Tutte le linee si raccordano idealmente all’altezza del piede sinistro del pastore più avanzato.

G.B.

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