Vittore Ghislandi detto Fra Galgario - inv. 3532

Titolo: 
Ritratto di giovane (“L’Allegrezza”)
Numero di Inventario: 
3532
Tipologia: 
paintings
Collezione: 

Painting

Classe iconografica: 
Portrait
Parole chiave soggetto: 
busto di giovane
Notizie storico-critiche: 
<p><a target="_blank" href="/userfiles/3532.pdf">Consulta la scheda scientifica</a></p>
Motivo attribuzione: 
signature
Autore, ambito, luogo di produzione: 
Vittore Ghislandi detto Fra Galgario (1655-1743)
Ambito e luogo di produzione: 
Lombardia
Italia
Pubblicazione: 
Si
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Periodo: 
1700
Datazione specifica: 
1710-1720
Tipo di iscrizione: 
signature
Trascrizione o identificazione: 
"F.Victor/Do/minicano.F"
Materia e Tecnica: 
oil on canvas
Data di Ingresso: 
1976
Acquisizione: 
Alberto e Caterina Robiati
Tipo di acquisizione: 
donation
Tipo di collocazione: 
on display
Collocazione: 
Ghislandi Room

Sulla tela ottagonale, un formato insolito per l’artista, è raffigurato un giovane dallo sguardo liquido e scintillante che guarda verso lo spettatore con franchezza, vivacità e forse un po’ di ironia.
La composizione, dalla complessa struttura prospettica a spirale, risalta su un fondo monocromo che si schiarisce dietro le spalle del personaggio. Il ragazzo indossa un cappello nero dall’ampia tesa rotonda, ornato di piume, una camicia bianca slacciata, una giubba rossa legata da una cintura blu. Un mantello giallo bruno pare appena scivolato dalle sue spalle. La luce si riflette sulla borchia del cappello, sull’orecchino di perla, sulla pesante catena d’oro che il ragazzo sostiene con la mano; sul vetro della bottiglia di vino dietro a cui traspare il bianco della manica della camicia.
Il ritratto è noto come l’«Allegrezza», grazie alla composizione in versi di un abate, Giovan Battista Angelini, che l’aveva attentamente descritto: «[...] Un quadro d’una tal bellezza / Che in esso v’è l’essenza del pittore. / Intese far l’idea dell’Allegrezza / In sì leggiadra, e gaia positura / Che li si vede in faccia la baldezza».
L’abate aveva incominciato a scrivere il suo poema nel 1720, quindi sappiamo con certezza che l’opera fu dipinta prima di quella data.
Tra la fine del secondo e l’inizio del terzo decennio Ghislandi realizzò alcuni ritratti di fanciullo ispirati evidentemente a uno stesso modello reinterpretato di volta in volta, a metà tra veri e propri ritratti e una sorta di «genere» con implicazioni simboliche.
L’artista, diventato giovanissimo frate paolotto con il nome di Fra’ Vittore, a un certo punto della sua vita si trasferì nel convento bergamasco del Galgario, da cui il soprannome con il quale è conosciuto.

M.B.

AC/DC: 
DC