Vittore Ghislandi detto Fra Galgario - inv. 1547

Titolo: 
Ritratto di cavaliere dell'ordine costantiniano
Numero di Inventario: 
1547
Tipologia: 
paintings
Collezione: 

Painting

Classe iconografica: 
Portrait
Parole chiave soggetto: 
cavaliere
Notizie storico-critiche: 
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Motivo attribuzione: 
bibliography
Autore, ambito, luogo di produzione: 
Vittore Ghislandi detto Fra Galgario (1655-1743)
Ambito e luogo di produzione: 
Lombardia
Italia
Libri correlati: 
Pubblicazione: 
Si
Periodo: 
1700
Datazione specifica: 
1740 ca.
Materia e Tecnica: 
oil on canvas
Data di Ingresso: 
1879
Acquisizione: 
Gian Giacomo Poldi Pezzoli
Tipo di acquisizione: 
bequest
Collocazione: 
Ghislandi Room
10
Codice audioguida: 
101

Il ritratto è noto anche come «Cavaliere con il tricorno», dal grande copricapo in feltro nero profilato con un gallone d’argento e calato sulla fronte del personaggio.
Il nostro sguardo esita di fronte a questa figura, non sa se fermarsi sul viso pallido dalla grande bocca carnosa o sull’abito sfarzoso, ornato di ricami, reso nei toni del nero, del grigio e dell’argento. La parrucca, che appare corta, è legata a coda con un nastro annodato sul davanti come una cravatta; è una foggia di origine militare (detta tye-wig) diffusa tra gli ufficiali inglesi fin dal 1713, ma qui è solo moda. Così come è soltanto decorativo il corpetto metallico che l’uomo sembra voler indicare poggiando la mano sulla decorazione, una croce gigliata che porta le iniziali I.H.S.V. («In Hoc Signo Vinces»). È l’emblema di un ordine cavalleresco di antica origine bizantina, l’ordine Costantiniano di san Giorgio, riportato in auge tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo dal duca di Parma e Piacenza Francesco Farnese.
Per la straordinaria resa psicologica del personaggio, il dipinto è stato sempre considerato uno dei capolavori di Vittore Ghislandi. Ed è stato letto in passato anche in termini di critica sociale, quasi un manifesto della decadenza di certa classe aristocratica. L’innegabile fascino di questo cavaliere sconosciuto (la sua identità è tuttora ignota) sta sicuramente nella sua ambiguità di immagine che attrae e respinge allo stesso tempo ma, anche e soprattutto, nella qualità pittorica dell’opera, databile intorno al 1740.
Il colore pastoso dipenderebbe dal fatto che il pittore, ormai molto anziano, aveva abbandonato il pennello e aveva incominciato a stendere il colore direttamente con le dita, forse a causa di un’artrite alle mani. Il risultato tende a un monocromo polveroso, in cui spiccano tre diversi toni di rosso: le labbra, la croce, il nastro del bastone da passeggio.

M.B.

Masterpiece: 
false
Url Audio: 
http://www.museopoldipezzoli.it/audioguide/it_Vittore_Ghislandi_Cavaliere_Ordine_Costantiniano.mp3