Giacomo Guardi - inv. 3501a, b, c

Titolo: 
Paesaggio di fantasia con stagno e torre; Le fondamenta nuove; Il Rio di Sant'Alvise e l'isola di San Secondo
Numero di Inventario: 
3501a 3501b 3501c
Tipologia: 
paintings
Collezione: 

Painting

Classe iconografica: 
Landscape
Parole chiave soggetto: 
paesaggio
Venezia
Notizie storico-critiche: 
<p><a target="_blank" href="/userfiles/3501_a_b_c.pdf">Consulta la scheda scientifica</a></p>
Motivo attribuzione: 
bibliography
Autore, ambito, luogo di produzione: 
Giacomo Guardi (1764-1835)
Ambito e luogo di produzione: 
Venezia
Veneto
Italia
Periodo: 
1800
Datazione specifica: 
1800-1810
Libri correlati: 
Pubblicazione: 
Si
Materia e Tecnica: 
tempera on paper
Data di Ingresso: 
1973
Acquisizione: 
Margherita Visconti Venosta
Tipo di acquisizione: 
donation
Tipo di collocazione: 
on display
Collocazione: 
Visconti Venosta Room

      

 

Il primo dipinto rappresenta un paesaggio di fantasia, con una torre circolare davanti a un piccolo specchio d’acqua. In primo piano si vedono una figura resa come una piccola macchietta e un uomo che avanza a cavallo in tranquilla passeggiata.

La seconda tempera raffigura il tratto più occidentale delle Fondamenta Nuove di Venezia, con la Sacca della Misericordia e il corpo del Casino degli Spiriti, che si protende sulla laguna. La scena è animata da piccole figure appena accennate da brevi tocchi di pennello e da gondole e altre imbarcazioni a vela. Il foglio sul retro, oltre alla firma, riporta la scritta: “Veduta delle Fondamenta Nuove di faccia Campalto / P(er) recapito all’Ospedaletto in calle del Peruchier al N. 5245 dimandar / Giacomo de Guardi”.

La terza tempera rappresenta l’estremità del Rio di Sant’Alvise verso la laguna e l’Isola di San Secondo con il campanile della chiesa e il convento, oggi non più visibili. Nel canale si vedono alcune barche ormeggiate e una gondola che sta avanzando. Sul retro, oltre la firma, è riportata la scritta: “Veduta delle Chiovere a S. Alvise / P(er) recapito all’Ospedaletto in calle del Peruchier al N. 5245 dimandar / Giacomo de Guardi”.

Giacomo Guardi si dedicò soprattutto ai paesaggi e alle vedute di Venezia come il padre Francesco, da cui spesso prende spunto; ma, a differenze delle vedute del padre, nei suoi disegni e nei pochi dipinti a lui attribuibili, la città lagunare appare come una città di provincia. Anche l’iscrizione con l’indirizzo di Giacomo, riportata dietro ai due fogli, è testimonianza di quanto fossero divenute ormai commerciali, nel primo decennio dell’Ottocento, opere come queste.

M.G.