Giacomo Guardi - inv. 3501a, b, c

Il primo dipinto rappresenta un paesaggio di fantasia, con una torre circolare davanti a un piccolo specchio d’acqua. In primo piano si vedono una figura resa come una piccola macchietta e un uomo che avanza a cavallo in tranquilla passeggiata.
La seconda tempera raffigura il tratto più occidentale delle Fondamenta Nuove di Venezia, con la Sacca della Misericordia e il corpo del Casino degli Spiriti, che si protende sulla laguna. La scena è animata da piccole figure appena accennate da brevi tocchi di pennello e da gondole e altre imbarcazioni a vela. Il foglio sul retro, oltre alla firma, riporta la scritta: “Veduta delle Fondamenta Nuove di faccia Campalto / P(er) recapito all’Ospedaletto in calle del Peruchier al N. 5245 dimandar / Giacomo de Guardi”.
La terza tempera rappresenta l’estremità del Rio di Sant’Alvise verso la laguna e l’Isola di San Secondo con il campanile della chiesa e il convento, oggi non più visibili. Nel canale si vedono alcune barche ormeggiate e una gondola che sta avanzando. Sul retro, oltre la firma, è riportata la scritta: “Veduta delle Chiovere a S. Alvise / P(er) recapito all’Ospedaletto in calle del Peruchier al N. 5245 dimandar / Giacomo de Guardi”.
Giacomo Guardi si dedicò soprattutto ai paesaggi e alle vedute di Venezia come il padre Francesco, da cui spesso prende spunto; ma, a differenze delle vedute del padre, nei suoi disegni e nei pochi dipinti a lui attribuibili, la città lagunare appare come una città di provincia. Anche l’iscrizione con l’indirizzo di Giacomo, riportata dietro ai due fogli, è testimonianza di quanto fossero divenute ormai commerciali, nel primo decennio dell’Ottocento, opere come queste.
M.G.


