Bernardino Luini - inv. 1624

Bernardino Luini (ca. 1480-1532)

Andata al Calvario (dittico)
1520-1530
olio su tavola  
50,6 x 40,7 cm; 50,4 x 40 cm
1879 legato Gian Giacomo Poldi Pezzoli
Inv. 1624

Salette dei lombardi
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Le due tavole costituiscono gli scomparti di un dittico.
Alle spalle della Vergine, che ha le mani incrociate sul petto e gli occhi colmi di lacrime, è raffigurato il volto piangente di Maria Maddalena. Nello scomparto di destra Cristo, con la corona di spine, la fune al collo e un drappo rosso avvolto intorno al busto, porta sulla spalla la croce e mostra sul corpo le ferite inflittegli durante la Flagellazione. Dietro il Salvatore uno dei manigoldi sembra respingere con il braccio allungato la madre dolente.

Restaurate nel XIX e nel XX secolo, le due tavole si presentano oggi in un buono stato di conservazione. Il profilo rilevato della materia pittorica lungo i bordi di entrambe le opere, indica che esse vennero dipinte quando si trovavano all’interno della cornice originaria del dittico, oggi perduta.

L’Andata al Calvario presentata nelle due raffigurazioni separate della Madonna addolorata e del Cristo portacroce è un tema affrontato più volte dal Luini.
Esso potrebbe avere origine da modelli fiamminghi, in particolare dell’ambito di Rogier van der Weyden o di Dirck Bouts. Tuttavia, il motivo del Cristo affiancato dal manigoldo potrebbe derivare anche da un Cristo portacroce di Leonardo (1500 ca.), il cui disegno preparatorio è conservato alle Gallerie dell’Accademia di Venezia.

Databile agli anni Venti del XVI secolo, il dipinto appartiene alla piena maturità stilistica del Luini e appare caratterizzato da accordi cromatici tenui e da una morbida pennellata. Meritano, inoltre, di essere osservati i contorni sfumati di alcuni particolari, quali il profilo della Maria Maddalena e il mento coperto dalla barba del Cristo.

C.d.C.

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