Alessandro Magnasco e Antonio Peruzzini - inv. 249 250

Titolo: 
Paesaggio con Viandanti; Paesaggio con contadini, viandanti e lavandaia
Numero di Inventario: 
249 250
Tipologia: 
paintings
Collezione: 

Painting

Classe iconografica: 
Landscape
Parole chiave soggetto: 
paesaggio
contadini
viandanti
lavandaia
Notizie storico-critiche: 
<p><a target="_blank" href="/userfiles/0249-0250.pdf">Consulta la scheda scientifica</a></p>
Motivo attribuzione: 
bibliography
Autore, ambito, luogo di produzione: 
Alessandro Magnasco (1667-1745) e Antonio Francesco Peruzzini (ca. 1646-1739)
Ambito e luogo di produzione: 
Liguria
Italia
Pubblicazione: 
Si
Periodo: 
1700
Datazione specifica: 
1725 ca.
Libri correlati: 
Materia e Tecnica: 
oil on canvas
Opere correlate: 
Data di Ingresso: 
1879
Acquisizione: 
Gian Giacomo Poldi Pezzoli
Tipo di acquisizione: 
bequest
Tipo di collocazione: 
on display
Collocazione: 
Antique Staircase

Il museo possiede, oltre a queste, altre due tele (inv. 251 e 252) di grandi dimensioni attribuite al Magnasco; tutte e quattro rappresentano paesaggi animati da piccole figure. I due quadri qui in esame hanno la stessa provenienza e furono probabilmente ordinati da un ricco committente per decorare le sale della propria dimora. Le tele, in passato, sono state attribuite al Magnasco, ma ora, dopo i restauri, si considerano sue solo le figure, mentre i paesaggi sarebbero di Antonio Francesco Peruzzini.

Già a partire dal secondo Cinquecento, gli artisti avevano cominciato a specializzarsi e a partecipare, in fasi successive, alla realizzazione dello stesso quadro. Accanto al pittore di grandi figure, al vertice della gerarchia professionale, comparvero il paesaggista, il pittore di prospettive, il ruinista, specializzato in edifici classici in rovina, e il pittore di piccole figure, abile nel popolare i paesaggi. Di regola il prestigio del paesaggista era superiore a quello del pittore di piccole figure ma, nel caso di Magnasco, si è verificato il contrario. L’originalità del pittore genovese destò presto la curiosità degli esperti d’arte e le sue figurine, decisamente insolite, vennero subito apprezzate dai collezionisti.

Le piccole figure del Magnasco sono riconducibili ad almeno tre tipologie. Ci sono figure per scene sacre: religiosi in preghiera, tentati dai demoni, in processione. Oppure personaggi per scene mitologiche, come fauni, putti, donne discinte. O, infine, figure adatte a scene pastorali, come viandanti, contadini e pastori. Evidentemente le figurine rendevano i quadri di paesaggio più animati e più suggestivi agli occhi della raffinata clientela del Magnasco, che provava piacere nell’osservare questi minuscoli personaggi.

E.V.