Giovan Francesco Maineri - inv. 1602

Titolo: 
Flagellazione di Cristo
Numero di Inventario: 
1602
Tipologia: 
paintings
Collezione: 

Painting

Classe iconografica: 
Religious
Parole chiave soggetto: 
Cristo flagellato
flagellazione
Notizie storico-critiche: 
<p><a target="_blank" href="/userfiles/1602.pdf">Consulta la scheda scientifica</a></p>
Motivo attribuzione: 
bibliography
Autore, ambito, luogo di produzione: 
Giovan Francesco Maineri (ca. 1460-post 1506)
Ambito e luogo di produzione: 
Ferrara
Emilia-Romagna
Italia
Pubblicazione: 
Si
Periodo: 
1500
Datazione specifica: 
1510-1515
Libri correlati: 
Materia e Tecnica: 
tempera on parchment
Data di Ingresso: 
1879
Acquisizione: 
Gian Giacomo Poldi Pezzoli
Tipo di acquisizione: 
bequest
Tipo di collocazione: 
on display
Collocazione: 
Palma Room

Per le piccole dimensioni e il supporto utilizzato, l’opera in origine era forse destinata all'illustrazione di un codice miniato o costituiva parte della decorazione di un oggetto di devozione privata. A causa delle abrasioni e della velatura delle vernici, appare di non facile lettura; tuttavia la finezza di alcuni dettagli, come le lumeggiature d'oro nelle vesti dell'aguzzino a sinistra o nell'architettura sullo sfondo, consentono di apprezzarne la qualità. L'opera è stata dunque assegnata ad un pittore di buona levatura, attivo a Ferrara tra la fine del Quattrocento e il principio del secolo successivo, Giovan Francesco Maineri.

Al centro della composizione, Cristo legato alla colonna piega un poco il busto, le cui proporzioni rimandano a modelli scultorei classici, e rivolge uno sguardo carico di patetismo allo spettatore. Le pose plastiche dei flagellatori, e in particolare lo scorcio del personaggio sulla sinistra, conferiscono all'opera, pur nelle sue piccole dimensioni, un senso di monumentalità in linea con lo sviluppo della grande arte cinquecentesca. Dietro la colonna si scorge una loggia semicircolare, ornata da bassorilievi e sculture, in consonanza con le opere di una altro importante pittore ferrarese, Ludovico Mazzolino. Dall'alto osservano la scena numerosi personaggi, descritti con un chiaroscuro raffinato: si veda, sulla sinistra, come la luce proveniente da dietro sfiori le colonne del loggiato e colpisca il capo e la spalla di uno degli astanti. Per i caratteri dello stile l'opera deve essere considerata una delle più tarde del Maineri, risalente forse al principio del secondo decennio.

S.G.C.

AC/DC: 
DC