Carlo Mancini - inv. 260

Carlo Mancini (1829-1910)

Lenno
1875 ca.
olio su tela  
44 x 95 cm
firma
"C. Mancini"
1925 donazione Isabella Delmati Marenzi
Inv. 260

Non esposto
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Il dipinto, restaurato nel 1995, presenta un’ampia craquelure (screpolatura) particolarmente visibile nella zona del cielo, dovuta alla stesura di uno strato pittorico piuttosto corposo su una tela molto sottile.
Carlo Mancini raffigura uno scorcio del lago di Como con al centro la punta di Bellagio, vista dal pese di Lenno. Le montagne, le nuvole, i profili delle rive e quelli delle case si specchiano nell’acqua mossa da leggere increspature, in una giornata serena e luminosa.
Il dipinto, firmato ma non datato, potrebbe risalire alla metà degli anni Settanta dell’Ottocento quando l’artista lavorava nel proprio studio di Milano.

Figlio di Francesco e della contessa Lucrezia Belgioioso, Carlo Mancini crebbe in un raffinato ambiente artistico frequentato anche dai maggiori musicisti del tempo: Rossini, Verdi, Bellini e Donizetti. Fu allievo di Giuseppe Bertini all’Accademia di Belle Arti di Brera. Esordì come pittore nel 1857 e riscosse un notevole successo in particolare in Lombardia e in Piemonte. Dal 1875, a causa di dissidi con gli organizzatori delle mostre di Brera espose le sue opere solo all’estero. Viaggiò spesso in Europa e, dal 1900 circa, fu in Egitto, India, Indocina e Birmania. Bozzetti e impressioni, eseguiti durante questi viaggi si conservano, insieme ad altre sue opere, alla Galleria d’Arte Moderna e alla Pinacoteca di Brera di Milano, al Museo Civico di Torino, all’Accademia Carrara di Bergamo.


F.M.

 

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