Carlo Mancini - inv. 282

Carlo Mancini (1829-1910)

In primavera
1890-1900
olio su tela  
39,5 x 60 cm
1925 donazione Isabella Delmati Marenzi
Inv. 282

Non esposto
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Il colore originale risulta offuscato dalla vernice e da ritocchi alterati, specialmente in corrispondenza della lacerazione della tela visibile sul cielo. Il dipinto raffigura un paesaggio di campagna: a destra, un casolare con un grande tetto in paglia di tipo nord europeo (Mancini visitò Bretagna, Normandia e Scozia); a sinistra, una strada percorsa da alcune bestie condotte da un contadino; sullo sfondo, uno specchio d’acqua e, in lontananza, montagne innevate.
La composizione è una sinfonia di colori primaverili; Mancini, d’altra parte, fu un ottimo pianista e amico di Arrigo Boito, che sul pianoforte a coda del pittore mise in musica parte dell’opera lirica Il Mefistofele.
L’artista, formatosi nel clima del realismo lombardo, è considerato tra i primi ad avere praticato la pittura del vero in modo non convenzionale. Si riconosce in questo dipinto la sua tecnica, ormai consolidata, della stesura a pennellate brevi, vivaci e corpose, una materia vibrante che si contrappone al paesaggio in secondo piano, ottenuto attraverso pennellate più fluide e fuse tra loro.
La tela non é firmata né datata ma lo stile ormai maturo permette di datare l’opera alla fine del XIX secolo.
Il dipinto fu donato al Museo dalla contessa Isabella Delmati Marenzi. Alla contessa e al marito, Giovanni Marenzi, Mancini aveva lasciato i bozzetti di viaggio e la maggior parte delle proprie opere.

F.M.

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