Marco d'Oggiono - inv. 1640

Titolo: 
San Sebastiano
Numero di Inventario: 
1640
Tipologia: 
paintings
Collezione: 

Painting

Classe iconografica: 
Religious
Parole chiave soggetto: 
San Sebastiano
Notizie storico-critiche: 
<p><a target="_blank" href="/userfiles/1640.pdf">Consulta la scheda scientifica</a></p>
Motivo attribuzione: 
bibliography
Autore, ambito, luogo di produzione: 
Marco d'Oggiono (ca. 1477-post 1529)
Ambito e luogo di produzione: 
Lombardia
Italia
Pubblicazione: 
Si
Periodo: 
1500
Datazione specifica: 
1520 ca.
Libri correlati: 
Materia e Tecnica: 
oil on wood
Data di Ingresso: 
1879
Acquisizione: 
Gian Giacomo Poldi Pezzoli
Tipo di acquisizione: 
bequest
Tipo di collocazione: 
on display
Collocazione: 
Lombard Rooms

La tavola, in buone condizioni di conservazione, raffigura San Sebastiano nel tradizionale momento del martirio con le frecce. La figura è addossata ad un albero, che si leva per tutta l’altezza del dipinto e crea uno stacco tra il suolo roccioso in primo piano e il paesaggio visto dall’alto. Il santo, collocato di tre quarti, ha caratteri fortemente leonardeschi, anche se Marco d’Oggiono non arriva alla complessità delle indagini anatomiche di Leonardo. Il volto, colto in profilo, ha un’espressione malinconica e tutta l’opera esprime, più che dramma, un delicato patetismo.
La linea del paesaggio quasi monocromo, così come lo stile e le dimensioni della tavola, combaciano con quelle di un San Rocco conservato all’Accademia Carrara di Bergamo. I due dipinti dovevano costituire gli scomparti laterali di un piccolo trittico, la cui tavola centrale, perduta, rappresentava probabilmente una Madonna con il Bambino.
Il d’Oggiono rivisitò spesso i temi del suo maestro, che qui viene citato nel paesaggio a perdita d’occhio, nel nudo quasi femminile, nel rilievo del panneggio e nello studio dei moti dell’animo. Tali motivi appaiono però semplificati, resi in maniera schematica; l’artista infatti, piuttosto che un innovatore, fu un imitatore, che seppe interpretare con ottimo successo professionale i gusti e le aspettative della propria clientela.

Gli studiosi discordano sulla datazione dell’opera, collocata intorno al 1495 o verso il 1520. Quest’ultima ipotesi sembra preferibile non solo per ragioni stilistiche, ma anche iconografiche: l’accostamento di Sebastiano e Rocco, invocati contro la peste, suggerisce un collegamento con le epidemie che colpirono Milano in quegli anni.

F. A.

AC/DC: 
DC